Domenica 19 aprile in occasione della Giornata Nazionale per la Donazione e il Trapianto di Organi e Tessuti Fondazione Trapianti e Aido hanno organizzato una diretta Facebook per parlare di donazione e trapianto.

La Giornata della Donazione, promossa da Centro Nazionale Trapianti, ISS e Ministero della Salute, è stata fortemente voluta per promuovere la cultura della dono all’interno della società anche in questo momento di particolare difficoltà.

Al centro della giornata di quest’anno tutti gli operatori sanitari che hanno contribuito e stanno contribuendo a dare continuità al lavoro della Rete trapiantologica: sono medici, infermieri e operatori sanitari a lanciare un appello ai cittadini, per chiedere loro di fare la propria parte. Lo slogan di quest’anno, infatti, è “Io ho fatto la mia parte. Tu puoi fare la tua. Di’ sì alla donazione!”

Aido normalmente celebra questa giornata andando nelle piazze italiane, creando momenti di aggregazione e occasioni di scambio e di confronto. Per non perdere questa possibilità, abbiamo pensato insieme a loro di dare vita a questa piazza virtuale, in diretta Facebook, invitando tanti relatori che hanno un ruolo chiave, sia dal punto di vista istituzionale sia da quello operativo, all’interno della Rete dei Trapianti per condividere la loro esperienza.

Dopo l’introduzione e i saluti del dott. Sergio Vesconi, coordinatore scientifico della Fondazione, ha preso la parola Massimo Cardillo – direttore Centro Nazionale Trapianti:

Dobbiamo essere orgogliosi della nostra rete trapiantologica che, nonostante tutte le difficoltà, è riuscita a garantire 372 trapianti dall’inizio della pandemia, registrando un calo solo del 20% rispetto allo scorso anno. Un risultato molto importante perché ci sono Paesi come la Spagna, che è leader in campo delle donazioni, nella stessa situazione hanno avuto un calo dell’80%. Noi tutti quindi dobbiamo essere riconoscenti alla rete e agli operatori.”

Il messaggio che ha voluto condividere il Direttore con tutti i partecipanti è che l’impegno degli operatori non può bastare se non c’è il consenso alla donazione: dobbiamo impegnarci quindi per abbattere il 30% di opposizioni registrato lo scorso anno e l’unico modo è impegnarci per far crescere l’informazione sul tema e accrescere la consapevolezza di tutti i cittadini.

Insieme a lui, sono intervenuti.

Giuseppe Piccolo, coordinatore trapianti regione Lombardia

Flavia Petrin, presidente nazionale AIDO

Marco Sacchi, coordinamento aziendale prelievi GOM Niguarda

Cinzia Garofalo, vice presidente OPI Milano Monza-Brianza Lodi

Ilaria Righi, Chirurgia trapianti IRCCS Policlinico Milano

Cristiana Cipolla, Neurorianimazione GOM Niguarda

Matilde Riboldi, ASST Lodi

Marco Minali, testimonianza

Martha Esposito, IRCCS Ospedale Maggiore Policlinico

Clicca qui, per riguardare il video della diretta.

Per chiudere e per ringraziare le migliaia di persone che hanno partecipato alla diretta, vogliamo condividere le parole della presidente nazionale di Aido, Flavia Petrin:

La nostra attività è nelle piazze, dove possiamo incontrare le persone e trasmettere loro il nostro messaggio. Questo perché Aido da 47 anni propone la scelta consapevole in vita.

…Per fare un trapianto ci vuole una donazione. Per fare una donazione ci serve un sì. Ecco, noi lavoriamo per quel sì. Se quel sì non c’è tutta la catena si ferma… Oggi siamo in un momento molto particolare e noi italiani ci siamo dimostrati molto solidali. Io vorrei che questa solidarietà rimasse, tutto quello che ognuno fa può essere importante per noi stessi, ma anche per tutta la società. Dire di sì alla donazione è proprio questo: pensare che quando non ci saremo più potremo comunque essere di aiuto, se possibile, ad altre persone… bambini che possono avere un futuro, giovani che possono diventare genitori, genitori che possono veder crescere i propri figli, colleghi che continuano a lavorare perché il 93% dei trapiantati è nelle condizioni di poter lavorare… È un investimento per tutta la società.”

Un ringraziamento speciale anche a Martha Esposito e Nicolina Dell’Orefice, due infermiere del Policlinico di Milano che hanno ideato questa giornata.

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