Donazioni_sangue_dati

In occasione della Giornata mondiale del donatore di sangue, domenica 14 aprile il Centro Nazionale Sangue ha reso noti i risultati della raccolta dati condotta nel 2019.

I numeri dell’Italia parlano di un territorio dove le donazioni sono rimaste sostanzialmente stabili rispetto all’anno precedente con una quota di donatori totali di 1.683.470.

Guardando più da vicino le statistiche, però, ci accorgiamo che la fascia più giovane (18-25) ha registrato un aumento del 1,6%, trend che si è mantenuto positivo anche per i donatori delle fasce di età superiori ai 46 anni (dai 46 ai 55 +0,5%, dai 56 ai 65 +5,1%). Per le fasce 26-35 e 36-45 si è registrato invece un calo rispettivamente del 1,4% e del 3,6%. I nuovi donatori in totale sono circa 362mila, in calo del 2,3%, e le donne sono 538.386 (il 32% del totale).

Per quanto riguarda le regioni, il Friuli Venezia Giulia rimane il territorio con il maggior numero di donatori totali in relazione alla popolazione (40 ogni 1000 abitanti) seguito dal Molise e dalla Sardegna.

È rimasto stabile anche il numero di coloro che hanno donato in aferesi (202mila), la procedura che permette di donare soltanto alcune parti del sangue intero come il plasma e le piastrine.

Positivo è stato, inoltre, l’aumento dei chilogrammi di plasma raccolti per la produzione di farmaci plasmaderivati (858.170 kg, quasi 14mila in più rispetto al 2018), medicinali che, quando in eccedenza sono stati spediti all’estero grazie al già rodato programma di donazione di oltre 40 milioni di unità di farmaci, inviati dal 2013 ad oggi a Paesi come Afghanistan, Armenia, Albania, India e in tempi più recenti anche Palestina ed El Salvador.

Ancora, i dati del CNS ci mostrano che circa il 92% del totale dei donatori del 2019 era iscritto alle associazioni.

È stato rilevato un aumento di pazienti trasfusi, che nel 2019 sono stati circa 638mila contro i 630mila dell’anno precedente, mentre le trasfusioni sono state circa 3 milioni, ovvero una ogni 10 secondi.

Anche durante questi mesi di difficoltà legate alla pandemia, le donazioni non si sono fermate e, nonostante un calo iniziale,  le risposte agli appelli sono state davvero numerose, come ci ha ricordato direttore del Centro Nazionale Sangue, Giancarlo Liumbruno: “La generosità dei donatori ci permette comunque di far fronte sia alle esigenze ordinarie sia a quelle straordinarie, come avvenuto quest’anno a causa della pandemia di Covid-19. A un iniziale calo delle donazioni ha fatto seguito una risposta straordinaria agli appelli, al punto che durante la ‘fase 1’ hanno comunque donato il sangue 411.018 persone”.

Quest’anno avrebbe dovuto essere un anno speciale per l’Italia che era stata scelta dall’OMS per ospitare la manifestazione della Giornata del Donatore di Sangue. Tuttavia, a causa della situazione sanitaria che ha investito il nostro Paese, tutti gli eventi e le manifestazioni previste sono state rimandate al 2021.

Sebbene le celebrazioni siano stare rinviate , in occasione di questa giornata, AVIS ha lanciato la campagna di sensibilizzazione “Fil Rouge” che ha visto il coinvolgimento di un gruppo di atlete di ginnastica ritmica disabili e non per raccontare il senso di parole come “inclusione” e “accoglienza”.

Questa giornata, come quella della Donazione degli organi rimane un’occasione per ringraziare tutti coloro che ogni giorno scelgono di donare, oltre che un momento importante per ricordare a tutta la società l’importanza della donazione anche e soprattutto in periodo di emergenza sanitaria come quello che il nostro Paese sta attraversando.

Fonti:

Centro Nazionale Sangue

Vita.it

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