UNA SCELTA IN COMUNE


Per aumentare tra i cittadini la sensibilizzazione in materia di trapianti e facilitare l’espressione della volontà e il consenso alla donazione degli organi, sono stati individuati gli uffici anagrafe dei Comuni quali punti di raccolta e registrazione delle dichiarazioni di volontà in merito alla donazione di organi e tessuti.
A tutti i cittadini maggiorenni, in occasione del rilascio o del rinnovo della carta d’identità, è offerta una modalità aggiuntiva con la quale esprimere il proprio consenso o diniego alla donazione. L’estensione agli uffici anagrafe tra i luoghi in cui poter dichiarare e registrare il proprio volere sulla donazione di organi e tessuti è regolamentato dall’art. art. 3, comma 8-bis della Legge 26 febbraio 2010 n. 25 e dal successivo art. 43 del Decreto-Legge 21 giugno 2013 n. 69.
L’opportunità di registrare la dichiarazione di volontà sulla donazione di organi e tessuti, in coincidenza con l’emissione della carta di identità elettronica, ha bisogno di essere ben introdotta e illustrata ai cittadini attraverso gli addetti agli sportelli perché ci sia una effettiva e generale consapevolezza sul servizio offerto.
E’ importante ricordare che la volontà manifestata in Comune (dato che non compare sul documento) viene automaticamente trasmessa al Sistema informativo trapianti (SIT), il data base nazionale consultabile da tutti i sanitari autorizzati.
Per l’operatore dell’anagrafe è un obbligo di Legge ricordare questa opportunità (“desidera avvalersi della possibilità di far registrare la propria volontà sulla donazione di organi e tessuti?”) e raccogliere la dichiarazione di volontà o l’eventuale astensione, sempre possibile, mentre per il cittadino è un’opportunità e un diritto. Pertanto, è utile sia per il Comune che per il cittadino essere supportati in questa attività da materiali promozionali e informativi sul tema perché la dichiarazione di volontà alla donazione di organi e tessuti deve essere una scelta libera e consapevole.
Grazie a questa possibilità, si è osservato un significativo incremento nel numero delle volontà registrate, che attualmente superano complessivamente i 10 milioni, favorevoli nel 70 % circa dei casi. Le dichiarazioni rilasciate in Comune sono oltre 8 milioni.

UNITA’ DI SANGUE


La trasfusione di sangue può avvenire utilizzare il sangue intero (che comprende oltre alla parte liquida, plasma, tutte le frazioni cellulari, globuli rossi, bianche, piastrine) oppure le varie componenti, ottenute per separazione dal sangue intero e più adatte a trattare in modo mirato le singole situazioni.
Si definisce unità di sangue quantità standard il contenuto di una sacca di emazie o globuli rossi concentrati (che corrispondono al 60-70 % del volume totale) del volume (per uso nell’adulto) di circa 450 ml.


URGENZA


Il Centro Nazionale trapianti insieme alla rete nazionale trapianti, definisce il programma di urgenza per l’allocazione di organi “salvavita”, il cuore, i polmoni, il fegato e in particolari condizioni il rene (nel caso di soggetti privi di accessi vascolari per l’emodialisi e che non possono ricevere la dialisi peritoneale).
Il sistema e la documentazione prodotta hanno l’obiettivo di ottenere un compromesso tra l’equità nel garantire l’accesso prioritario al trapianto ai pazienti con maggiore rischio di morte in lista e la gestione delle risorse donative, da riservare ai pazienti che abbiano una accettabile probabilità di sopravvivenza post‐trapianto in assenza di alternative terapeutiche. Uno dei limiti principali di questo, come di tutti i sistemi di priorità di allocazione, è che la gravità clinica di un paziente é identificata più dal tipo di trattamento necessario a mantenerlo in vita e delle affettive condizioni cliniche al momento, che non da specifici marcatori fisiopatologici della malattia che consentano una stratificazione più standardizzabile e omogenea del rischio di mortalità.
Essendo le risorse sempre insufficienti, è evidente la necessità di promuovere l’incremento del numero delle donazioni di cuore utilizzabili attraverso progetti specifici e capillari in collaborazione con i reparti di rianimazione del territorio nazionale.
E’ specifica responsabilità dei centri di trapianto che hanno in cura i pazienti in lista produrre al CNT la motivata richiesta di urgenza, accompagnata da una check‐list descrittiva delle condizioni cliniche e da una breve contestualizzazione clinica.
Lo schema declina le urgenze in due macro‐categorie, una che prevede l’accesso prioritario alle donazioni:

  • in ambito nazionale (URGENZA DI GRADO 1),
  • l’altra in ambito di macroarea (URGENZA DI GRADO 2).
    Persiste la regola della restituzione dell’organo nel caso in cui venga utilizzata una donazione proveniente da una regione o area esterna al territorio di competenza del centro trapianti.
    In tutti i casi di richiesta di accesso al programma di urgenza, la documentazione clinica dei riceventi e gli outcome del trapianto sono revisionate a cadenza semestrale da una commissione identificata dal CNT che produce una relazione in modo da rendere trasparente l’appropriatezza dell’utilizzo del programma di urgenza e i risultati.
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