L’ARTE E LA DONAZIONE DEGLI ORGANI

Nelle opere d’arte troviamo raffigurati i grandi temi dell’umanità l’amore, la vita ma anche la morte. C’è un artista contemporaneo, uno scultore, Alessandro Maggioni che vive a Monticello Conte Otto, un paesino in provincia di Vicenza, che ha creato opere sul tema della donazione di organi. La più visibile è una donna che offre il cuore, con la scritta “doniamoci”. Questa statua è stata posizionata in una zona molto visibile a tutti dall’Amministrazione Comunale con lo scopo di ringraziare tutte le persone che in ogni modo si donano agli altri.  È stata dedicata a Laura, prima donatrice multiorgano di Monticello.

di Mariangelo Cossolini

Nel passato – dalla Grecia alla Cina – all’arte fu attribuita la capacità di creare la vita e furono affidati grandiosi compiti magici, religiosi, politici, didattici e morali. Oggi l’arte viene ritenuta una delle attività più universali e distintive della specie umana. Essa può rappresentare modo di comunicazione simbolico, un essenziale elemento organizzativo dei sistemi culturali (v. Gerbrands, 1956), e nelle sue opere si è pensato di poter leggere le tendenze profonde di una società (v. Panofsky, 1939). Si è messo in rilievo come attività sociali e valori culturali possano trovare espressione figurativa, come le tradizioni artistiche possano apportare significativi elementi di lettura dei rapporti di produzione e della divisione del lavoro (v. Washburn, 1983), come l’arte sia uno strumento di controllo sociale ma possa essere anche coscienza critica; si è sottolineato il fatto che le sue opere sono beni di lusso che conferiscono, per eccellenza, la distinzione sociale.

  1. L’arte ci rende ottimisti 

Le opere più famose ritraggono tutte soggetti “belli”: persone felici, cieli blu, fiori. A riprova di ciò, la cartolina più venduta al mondo è una riproduzione delle celebri “Ninfee” di Monet, del Metropolitan Museum di New York. La bellezza è importante perché rappresenta la speranza. 

  1. L’arte ci rende meno soli

L’arte può ricordarci la normalità del dolore, infatti alcune grandi opere hanno la capacità di rendere visibile il dolore che abbiamo dentro. Ci rendono consapevoli che il dolore fa parte del modo di essere umani.

  1. L’arte ci dà equilibrio

L’arte spesso attira la nostra attenzione perché ci dà quello che non abbiamo. Ci dà la possibilità di ammirare la bellezza e di goderne.

  1. L’arte ci aiuta ad apprezzare le cose

Van Gogh, per esempio, ci fa presente che un semplice frutto come l’arancia può attrarre la nostra attenzione. 

  1. L’arte evidenzia le cose importanti 

L’arte è uno strumento capace di coinvolgerci in prima persona, ci fa apprezzare le cose semplici e amplia il nostro orizzonte culturale.

Nelle opere d’arte troviamo raffigurati i grandi temi dell’umanità l’amore, la vita ma anche la morte.

Non siamo diventati indifferenti alla morte. È che siamo terrorizzati dalla morte, fingiamo indifferenza o addirittura ne neghiamo l’esistenza trasformandola in tabù. Effettivamente, anche solo pensando alle modalità e alle tempistiche con le quali ci occupiamo di una situazione di lutto, si può intuire quanto la morte ci spaventi e quanto pesi sulle nostre esistenze. Si vive come se fossimo eterni; il lutto è sempre più difficile da elaborare.

Insieme alla morte troviamo spesso rappresentata, nelle opere d’arte, anche la vita, nei suoi momenti più gioiosi ma anche molto spesso nella rappresentazione della nascita e nel progredire degli anni della vita stessa di uomini e animali.

Spesso, morte e vita sono rappresentate insieme nelle opere d’arte, come legate indissolubilmente da un filo invisibile. Questo dualismo viene rappresentato molto bene nell’opera di Klimt del 1915, “Morte e Vita”, opera nella quale si evidenzia il pensiero greco citato dal filosofo tedesco Nietzsche, pensiero che accettava la circolarità della vita con la morte, la gioia della vita connessa però con il dolore e la morte che annulla la vita.

Nel dipinto il colore vivace viene utilizzato per rappresentare la Vita nella parte destra del dipinto raffigurata dal groviglio di corpi rappresentanti l’amore, l’amicizia la maternità.

Sulla sinistra, invece, incombe tetro Thanatos, la figura della Morte che veglia sull’umanità nella forma di uno scheletro coperto da un manto decorato in cui il motivo dominante è la croce.

Un altro tema che possiamo trovare nelle opere d’arte è il tema del dono e possiamo citare alcuni esempi:

La Santa Lucia di Luca Giordano, La parabola dei ciechi di Pieter Bruegel Il Vecchio, San Sebastiano di Mattia Preti, Il Paradiso di Marcantonio Bassetti, Sant’Agata di Massimo Stanzione e La Carità di Bartolomeo Schedoni e molte altre ancora.

C’è un artista contemporaneo, uno scultore, Alessandro Maggioni che vive a Monticello Conte Otto, un paesino in provincia di Vicenza, che ha creato opere sul tema del DONO. 

La più visibile è una donna che offre il cuore e con la scritta: DONIAMOCI è un chiaro invito al volontariato. Questa statua è stata posizionata in una zona molto visibile a tutti dall’Amministrazione Comunale, con lo scopo di ringraziare tutte le persone che, in ogni modo, si DONANO agli altri. 

È stata dedicata a Laura, prima donatrice multiorgano di Monticello.

È collocata davanti alla sede comunale, in un punto molto trafficato.

Un’altra opera importante è quella che rappresenta un incidente stradale, a voler ricordare un momento tragico che può trasformarsi nell’opportunità di donare una nuova vita per chi attende un trapianto.

Viene così proposto il messaggio della donazione come una sorta di Resurrezione. 

La scultura è stata donata dall’artista al reparto Nefrologia dell’ospedale di Vicenza e, in seguito, la direzione generale l’ha fatta collocare nell’entrata principale dell’ospedale, dove viene vista da migliaia di persone.

Da allora, migliaia di dépliant di AIDO sono stati raccolti dalle persone che frequentano l’ospedale.

L’opera che rappresenta una ragazza che si alza verso il cielo, donando il cuore ad un coetaneo, è il bozzetto per una statua che doveva essere collocata in una importante piazza di Vicenza. Dall’opera sarebbe scesa dell’acqua, simbolo della vita che si rigenera con la donazione degli organi.

Lo Scultore è da anni impegnato nell’opera di sensibilizzazione alla donazione di organi per trapianto e 43 anni orsono ha fondato il gruppo AIDO di Monticello Conte Otto, trovando anche persone attente e sensibili, primeggiando nel numero di iscritti, a livello nazionale in rapporto alla popolazione. 

Ha sempre sostenuto l’importanza del rapporto con le persone, nella vita di tutti i giorni, in ogni occasione e con chiunque, dal panettiere, al vescovo, al sindaco, al politico. 

Ritiene importante proporre in ogni luogo pubblico, chiese, negozi, bar, parchi e altri luoghi di aggregazione i messaggi con lo slogan sulla donazione.

Pensa che la sua sia un’esperienza bellissima che lo arricchisce, sentendo raccontare molte storie commoventi che danno un senso importante a quello che fa.

Seguono alcune immagini delle opere dello scultore.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *