CONGRESSO SITO 2023: LA TRAPIANTOLOGIA ITALIANA SI CONFERMA UN’ECCELLENZA DEL MONDO TRAPIANTOLOGICO INTERNAZIONALE

Dopo quattro anni, il Congresso della Società Italiana dei Trapianti d’Organo e Tessuti (SITO), alla sua 46ma edizione, torna a Roma. Il Congresso ha avuto un’affluenza straordinaria, con la partecipazione attiva di 740 Soci e il programma ha affrontato tutti i temi di maggiore attualità in campo trapiantologico. Il trapianto da donatore vivente, il trapianto pancreatico, il condizionamento degli organi pre-trapianto mediante le macchine di perfusione extracorporea, il trapianto da donatore a cuore fermo, le novità in tema di immunosoppressione e la medicina rigenerativa sono i principali focus delle diverse sessioni. A entrare nel dettaglio dei temi del Congresso, per riVivere, è il Presidente della SITO, il professor Luciano De Carlis.

di Luciano De Carlis*

Dall’8 al 10 di Ottobre 2023 si è svolto a Roma il 46° Congresso della Società Italiana dei Trapianti d’Organo e Tessuti (SITO).

Dopo quattro anni, il Congresso Nazionale SITO torna a Roma, e lo fa in pompa magna. La sede è quella delle grandissime occasioni, il Complesso Monumentale Santo Spirito in Sassia. Situato nel centro della città, a due passi da Piazza San Pietro, il Complesso Monumentale Santo Spirito in Sassia è stato il più antico Ospedale di Roma, attivato nel 1204 per volontà di papa Innocenzo III. 

Il Presidente del 46° Congresso SITO è stato il professor Giuseppe Ettorre.

Il Congresso ha avuto un’affluenza straordinaria, con la partecipazione attiva di 740 Soci, comprendenti tutti gli attori dei trapianti in Italia, con sessioni dedicate a Chirurghi, Anestesisti, Nefrologi, Epatologi, Diabetologi, Psicologi, Infermieri e Perfusionisti, ospitando anche diversi ricercatori stranieri nell’ambito di una recente stretta collaborazione con l’European Society for Organ Transplantation (ESOT) rivolta alla formazione degli operatori e alla ricerca clinica e scientifica.

Il programma ha affrontato tutti i temi di maggiore attualità in campo trapiantologico.

Argomento di grande interesse è stato il trapianto da donatore vivente epatico e renale. Mentre il trapianto epatico, pur con numeri ridotti rispetto alle esperienze asiatiche e turche ha raggiunto livelli di grande sicurezza e affidabilità in ambito adulto e pediatrico, con l’introduzione sempre più estesa della chirurgia mini-invasiva laparoscopica e robotica, il trapianto renale stenta ad avere la numerosità richiesta dalla necessità delle liste di attesa, con un numero di casi eseguiti nettamente inferiori al fabbisogno clinico soprattutto se confrontati con la realtà Europea e Americana. 

Le ragioni risiedono soprattutto in una scarsa sensibilizzazione dei pazienti da parte degli operatori sanitari, accanto a obiettive difficoltà strutturali nel reclutamento e nello studio delle coppie candidate al percorso di donazione e trapianto. E’ stato ribadito il ruolo fondamentale dello psicologo e dello psichiatra in tutte le fasi del processo soprattutto in questo come in altri campi della trapiantologia per le motivazioni etiche, motivazionali e familiari connesse con tutto il percorso trapiantologico. 

Anche il trapianto pancreatico e reno-pancreatico, accanto a un reale incremento qualitativo della terapia antidiabetica con micro-infusori computerizzati che rendono meno frequente le necessità del trapianto di solo-pancreas, richiede però una maggiore attenzione nella definizione dell’idoneità del donatore i cui criteri possono essere maggiormente estesi e forse una maggiore centralizzazione in Centri ad alto volume di casi per ottenere risultati migliori e più consolidati.

Tematiche in parte innovative ma soprattutto di estremo interesse clinico e scientifico, sono poi emerse dalle diverse sessioni inerenti al condizionamento degli organi pre-trapianto mediante le macchine di perfusione extracorporea (machine perfusion, MP). 

In Italia, dal 2015, anno nel quale è stato eseguito il primo trapianto di fegato da donatore a cuore fermo (donation after cardiac death, DCD), procedura prima nemmeno tentata a fronte di un periodo di no-flow conseguente ai 20 minuti legali di ECG piatto per ottenere la dichiarazione di morte non compatibile con la ripresa funzionale del fegato, l’impiego di donatori a cuore fermo ha avuto un incremento esponenziale. L’utilizzo da allora, codificato da un protocollo italiano condiviso dai vari Centri, della Normothermic Regional Perfusion (NRP) nel donatore e di perfusione ipotermica extracorporea sull’organo prelevato, ha consentito in Italia risultati anche migliori in termine di riduzione delle complicanze biliari rispetto a Paesi dove la dichiarazione di morte avviene dopo 5 minuti di ECG piatto. 

L’utilizzo di donatori DCD ha portato, oggi, in alcune regioni ad un aumento del 25% del numero di donatori utilizzati. Il protocollo italiano è ora adottato in gran parte dei Paesi europei e nordamericani. L’incremento attuale dell’uso delle MP è dovuto però anche al suo utilizzo nei donatori DBD extended-criteria sia per una valutazione di idoneità più accurata sia per un incremento qualitativo della riserva energetica intracellulare. Da non sottovalutare, l’impatto logistico delle MP che aumentano significativamente i tempi di preservazione degli organi potendo portare i tempi di ischemia, nel rene, fino ad oltre le 72 ore. 

Nell’ambito dei donatori DCD sono stati riportati inoltre gli eccellenti risultati di 8 trapianti di cuore, eseguiti dopo prelievo multiorgano da donatori selezionati, eseguiti a Padova, Torino e Roma a testimonianza di una grande eccellenza qualitativa della trapiantologia italiana.

Grande rilievo ha avuto, nel trapianto epatico, la “transplant oncology” con l’estensione, grazie a regimi immunosoppressivi più favorevoli e a protocolli neoadiuvanti e adiuvanti specifici, l’indicazione a trapianto a neoplasie prima considerate non trapiantabili come il colangio-carcinoma o le metastasi epatiche da cancro colo-rettale.

A questo proposito la SITO ha in programma una revisione dei protocolli di assegnazione degli organi approvati nel 2015 con il CNT, per venire incontro alle nuove indicazioni emergenti oncologiche e non (Acute on Chronic Liver Failure, steato-epatiti, cirrosi alcooliche) conseguenti ai cambiamenti di scenario epidemiologico degli ultimi anni. E’ stata prevista, a questo riguardo, una consensus conference allo Spring Meeting SITO del 2024.

Argomento di estremo interesse sono state le diverse sessioni sulla qualità degli organi trapiantati e la valutazione della qualità del prelievo e i risultati dei trapianti. A questo riguardo, è stato affrontato il tema della formazione universitaria e clinica del medico trapiantatore sia in ambito chirurgico che internistico e anestesiologico/rianimatorio. Ad oggi non è prevista una formazione specifica nelle Scuole di Specializzazione né sono previste fellowship che provvedano ad una formazione clinica o forniscano attestazioni valide nei concorsi universitari o ospedalieri, a parte rari Master universitari. La SITO si è impegnata, a livello societario, ad intervenire a livello istituzionale per portare la trapiantologia ad un livello formativo superiore avvalendosi anche della collaborazione, formalizzata quest’anno con ESOT, per attuare modelli comuni riconosciuti anche a livello internazionale.

Sono state riportate nelle diverse sessioni le novità in tema di immunosoppressione con particolare riguardo al superamento delle barriere di incompatibilità biologica con schemi e farmaci innovativi così come le problematiche infettivologiche del donatore (Covid-19, infezioni da germi multiresistenti) e del ricevente. Nel campo delle barriere immunologiche, grande interesse hanno dimostrato nel trapianto renale le “catene” di donazione nei vari programmi nazionali e internazionali, così come i trattamenti di desensibilizzazione farmacologica. 

Inoltre, dopo che a Trieste, nel Congresso 2022, l’assemblea dei soci ha approvato il cambio di denominazione della Società, aggiungendo a Società Italiana dei Trapianti d’Organo e di Tessuti, la dizione “e di Medicina Rigenerativa”, vi è stato uno spazio dedicato a questa nuova frontiera della “terapia sostitutiva”.

Sono molto orgoglioso dei risultati scientifici e della qualità delle relazioni di questo Congresso frutto dello sforzo, in questi mesi, di tutto il Consiglio Direttivo della SITO e della organizzazione logistica del Prof. Ettorre, ospite del Congresso. 

Entrando in carica come Presidente della SITO, dopo un anno di ‘addestramento’ come Presidente “eletto”, insieme ai due nuovi Consiglieri, Prof.ssa Furian e Dr. Pinelli, cercherò di mantenere viva e sempre più costruttiva l’attività di questa Società che rappresenta tutta la trapiantologia italiana, che per volumi e risultati clinici e scientifici rappresenta una eccellenza nell’intero mondo trapiantologico internazionale.

*Direttore Dipartimento Niguarda Transplant Center 
Direttore S.C. Chirurgia Generale e dei Trapianti
Professore Ordinario di Chirurgia Generale Università degli Studi Milano-Bicocca
Presidente della Società Italiana dei Trapianti d’Organo (S.I.T.O.)
Presidente IGoMILS (Italian Group of Minimally Invasive Liver Surgery)

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