LA VITA È NELLE TUE MANI

Nel corso del Congresso nazionale di IRC (Italian Resuscitation Council) è stato presentato il progetto collaborativo “La vita è nelle tue mani” tra Centro Nazionale Trapianti, IRC, Agenzia Regionale Emergenza-Urgenza Lombardia e Fondazione Trapianti onlus, per garantire l’inserimento del tema della donazione di organi all’interno dei corsi di Rianimazione cardiopolmonare di base (BLSD) e avanzati (ALS) organizzati da questi organismi, per laici e operatori sanitari, che coinvolgono ogni anno alcune decine di migliaia di persone. 

di Francesca Boldreghini

Approfondimento scientifico di Sergio Vesconi 

Esiste un filo rosso che lega il mondo della Rianimazione cardiopolmonare e quello della donazione di organi e tessuti: quando le manovre rianimatorie si rivelano purtroppo inefficaci può aprirsi una nuova opportunità, quella della donazione di organi e tessuti.

“La vita è nelle tue mani”: l’operare dei soccorritori infatti può contribuire a salvare la vita di chi è vittima di arresto cardiaco, ma anche, in caso di esito sfavorevole, la vita dei malati in attesa di ricevere un trapianto.

Di questo argomento si è parlato nel corso del Congresso nazionale di IRC (Italian Resuscitation Council) con la presentazione del progetto collaborativo tra Centro Nazionale Trapianti, IRC, Agenzia Regionale Emergenza-Urgenza Lombardia e Fondazione Trapianti onlus, che ha lo scopo di far crescere la sensibilità verso il tema della donazione di organi, inserendolo nei corsi di formazione organizzati per laici e sanitari da questi enti.

 

La donazione multiorgano da cadavere che avviene dopo la morte, conseguente ad arresto cardiaco improvviso (ACC), è un fenomeno sempre più presente nel panorama internazionale e italiano.

Diversi sono gli scenari che possono verificarsi dopo un ACC e dare luogo a diversi percorsi clinici, fino alla donazione e al prelievo.

È possibile che dopo una Rianimazione cardiopolmonare pur adeguata non si abbia il cosiddetto ROSC, Recovery Of Spontaneous Circulation), anche dopo il ricovero in ospedale. In questi casi, di regola, si procede alla sospensione delle manovre rianimatorie, avendone verificata l’inefficacia dopo un congruo lasso di tempo. Se l’ospedale è un centro attrezzato per attivare immediatamente tecniche di circolazione extracorporea, non applicabili a scopo rianimatorio per mancanza di indicazioni, ma in grado di garantire la perfusione degli organi addominali (rene e fegato), è possibile procedere all’eventuale donazione “a cuore fermo non controllata” (o uDCD, uncontrolled Donation Cardiac Death). (fig 1, a). Negli altri centri esiste la possibilità di procedere alla donazione dei solo polmoni, che per le loro caratteristiche anatomo-fisiologiche possono mantenersi vitali per alcune ore in assenza di circolazione sanguigna.

Anche dopo la ripresa di un’attività cardiocircolatoria sufficiente, sia in modo autonomo sia con il supporto di mezzi artificiali di sostegno (ECLS), ci sono casi nei quali il danno cerebrale causato dalla prolungata mancanza di perfusione sanguigna e quindi di ossigeno è così grave da evolvere verso il quadro della cosiddetta “morte cerebrale” e aprire quindi la possibilità di una donazione “ a cuore battente” (o DBD, Donation Brain Death) (fig 1, b). 

In altri casi, pur di fronte a un gravissimo danno encefalico, con una prognosi assolutamente infausta per il recupero delle funzioni neurologiche, il quadro clinico non assume i caratteri della morte cerebrale. In questa circostanza, si apre la possibilità di procedere alla limitazione programmata dei trattamenti intensivi, in quanto futili e sproporzionati, alla quale segue la morte per arresto cardiaco terminale e, quindi, l’eventuale donazione di organi e tessuti a cuore fermo controllata (o cDCD, controlled Donation Cardiac Death). (fig 1 c). 

Occorre sottolineare che la decisione di limitare i trattamenti intensivi è basato esclusivamente su criteri clinici, del tutto indipendente dall’eventuale donazione.

Alcuni dati mostrano l’importanza di questi scenari clinici: il danno cerebrale postanossico da ACC si osserva nel 14,7% dei casi DBD e nel 49% dei casi cDCD, mentre il mancato ROSC è alla base della totalità dei casi di uDCD (dati 2022, CNT) (1)

Il tema è ampiamente affrontato nelle recenti Linee-guida dell’European Resuscitation Council (ERC), che prendono in considerazione i diversi percorsi che possono portare alla donazione di organi da cadavere dopo ACC (2).

In questo contesto è nato il progetto collaborativo “La vita nelle tue mani”, tra Centro Nazionale Trapianti (CNT) da un lato, Italian Resuscitation Council (IRC) e, rispettivamente, Agenzia Regionale Emergenza-Urgenza della Lombardia (AREU) dall’altro, per garantire l’inserimento di questo tema all’interno dei corsi di Rianimazione cardiopolmonare di base (BLSD) e avanzati (ALS) organizzati da questi organismi, per laici e operatori sanitari, che coinvolgono ogni anno alcune decine di migliaia di persone. 

Sono stati elaborati, in collaborazione con la Fondazione Trapianti onlus, per i corsi base (BLSD) brevi moduli prevalentemente di tipo informativo, con questi obiettivi generali: 

  • informare il discente sulla possibilità di donazione in caso di esito infausto delle manovre di rianimazione
  • sensibilizzare sull’importanza di questo gesto a beneficio dei pazienti in lista di attesa per trapianto
  • informare sulle modalità di registrazione della volontà.

Per i sanitari vengono affrontati anche aspetti più specifici, con l’obiettivo di

  • descrivere il percorso della possibile donazione in caso di fallimento delle manovre di rianimazione o in caso di esito neurologico sfavorevole (“morte encefalica” o danno neurologico devastante).

Sono stati anche organizzati seminari via web per istruttori e formatori IRC, per condividere il progetto e illustrare il materiale didattico, completando con la creazione di materiale video e sessioni FAQ per rispondere alle richieste di chiarimento e approfondimento.

Da una prima rilevazione condotta da IRC e rivolta ai propri direttori del corso BLSD, che ha riguardato 108 edizioni del corso per un totale di oltre 1.300 allievi, è emersa una positiva accoglienza del progetto nel 74% sottolineando l’interesse del tema, l’aspetto motivazionale e l’effetto di sensibilizzazione. In alcuni casi, sono state sollevate perplessità legate alla delicatezza del tema e alla scarsità del tempo a disposizione per i necessari approfondimenti.

Con AREU si è scelto di coinvolgere l’intera platea degli istruttori BLSD e dopo la formazione capillare il tema è stato quindi sistematicamente inserito nei contenuti dei corsi. 

2801 istruttori hanno completato la formazione in occasione dei 9 webinar svolti. 

Per quanto riguarda i corsi avanzati, sia con AREU sia con IRC si è scelto l’inserimento dei contenuti all’interno delle esercitazioni pratiche in uno scenario di rianimazione con esito infausto, sperimentato al momento con alcuni gruppi di discenti.

Per il futuro, si prevede di organizzare:

  • nuovi edizioni del webinar rivolte a direttori e istruttori BLSD e ALS
  • predisposizione di uno scenario specifico sul percorso della donazione tra i materiali del corso ALS nel prossimo aggiornamento
  • iniziative di monitoraggio dell’effettiva implementazione del progetto e di valutazione dell’impatto.

Leggi anche DONAZIONE DA VIVENTE: APPROFONDIMENTO SCIENTIFICO

Per approfondimenti:

  1. https://www.trapianti.salute.gov.it/imgs/C_17_cntPubblicazioni_533_allegato.pdf
  2. Nolan JP, Sandroni C, Boettiger BW et al: European Resuscitation Council and European Society of Intensive Care Medicine Guidelines 2021: Post-resuscitation care. Resuscitation 161:220-69 (2021)

 

Italian Resuscitation Council (IRC)

IRC – Italian Resuscitation Council è un’associazione non a scopo di lucro, che persegue  come scopo primario la diffusione della cultura e l’organizzazione della rianimazione cardiopolmonare in Italia.

Collabora attivamente, condividendone gli obiettivi, con European Resuscitation Council (ERC) in Europa, rivolgendosi al mondo sanitario e non sanitario, sul territorio nazionale.

Scopo primario dell’Associazione è quello di salvaguardare la vita umana attraverso la diffusione della rianimazione cardiopolmonare e cerebrale (RCP) in Italia, la promozione della collaborazione interdisciplinare e interprofessionale e l’ottimizzazione delle risorse.

L’attività dell’Associazione si integra con quelle di analoghe associazioni italiane e straniere e, in particolare, con quelle di ERC. L’Associazione si uniforma alle linee guida in materia di RCP elaborate dalle Organizzazioni internazionali e alle loro future modificazioni, promuovendone la diffusione allo scopo di mantenere aggiornate le metodiche di RCP e il loro insegnamento nel nostro Paese.

Le iniziative quindi sono finalizzate a:

– diffondere su tutto il territorio nazionale le linee guida internazionalmente accettate per la pratica della RCP, partecipare al processo del loro aggiornamento critico e alla standardizzazione delle buone pratiche;
– promuovere, curare e gestire l’aggiornamento professionale e la formazione permanente, anche mediante programmi annuali di attività formativa di Educazione Medica Continua (E.C.M.), tra l’altro indicendo annualmente  un Congresso Nazionale;
– elaborare e/o adattare alla realtà nazionale programmi di addestramento alla rianimazione destinati a tutti i potenziali utenti, procedendo all’accredito degli operatori e delle istituzioni che operano nel settore della formazione in RCP;
– promuovere e coordinare attività di ricerca;

– promuovere e diffondere la formazione di una coscienza pubblica, sensibilizzando l’attenzione del mondo scientifico, istituzionale e dei sistemi di informazione alla pratica della RCP e ai problemi ad essa connessi.

Da segnalare la produzione di numerosi manuali e l’interesse verso il mondo giovanile con il progetto VIVA e una specifica applicazione (IRC app).
L’attività formativa promossa e coordinata da IRC attiene all’area della formazione in emergenza con particolare attenzione alla risposta all’arresto cardiaco nell’adulto e nel bambino e all’evento traumatico. 

La formazione è rivolta a tutti: dal comune cittadino che può trovarsi spettatore di un evento acuto ai professionisti del soccorso non sanitari (Vigili del fuoco, ecc.) ai professionisti sanitari. Per questi ultimi sono identificati diversi livelli di competenza base e avanzata in funzione sia delle esigenze del sanitario che del suo ruolo nei sistemi di risposta alle emergenze.
Tutti questi corsi di formazione sono omogenei in Europa, con disegno condiviso da tutte le organizzazioni nazionali corrispondenti a livello europeo e coordinato da ERC.

Corsi per famiglie e operatori non sanitari:

Corso Basic Life Support Defibrillation per non sanitari

Corso Basic Life Support Defibrillation pediatrico per non sanitari.

Corsi per operatori sanitari di base e avanzati(ALS), per Direttori e per istruttori, corsi di aggiornamento sulle nuove Linee-guida, corsi pediatrici e sul trauma.

A IRC fanno riferimento 350 centri di formazione e un corpo docente con oltre 2.000 direttori e oltre 6.000 istruttori. I discenti coinvolti sono oltre 150.000 all’anno.

https://www.ircouncil.it/

 

AREU

L’Agenzia Regionale Emergenza Urgenza (AREU), istituita dalla L.R. 30 dicembre 2009 n. 33 “Testo unico delle leggi regionali in materia di sanità” come Azienda e costituita in Agenzia dal 1 gennaio 2021, attua, sulla base degli indirizzi regionali, la programmazione e il controllo, assicurando i LEA in materia di emergenza urgenza extraospedaliera, di attività trasfusionali, di trasporti sanitari e sanitari semplici inclusi gli organi e i tessuti destinati ai trapianti.
Garantisce il coordinamento intraregionale e interregionale, l’indirizzo, la gestione, lo svolgimento, il monitoraggio della rete dell’emergenza urgenza extra ospedaliera e del Servizio NUE 112 di cui cura la programmazione e il controllo.

Assicura inoltre il coordinamento:

delle attività trasfusionali dei flussi di scambio e compensazione di sangue, emocomponenti ed emoderivati;

logistico delle attività di prelievo e di trapianto di organi e tessuti;

dei trasporti sanitari e sanitari semplici disciplinati dalla Regione;

delle centrali operative integrate per la continuità assistenziale.

L’AREU opera inoltre in raccordo con il sistema di protezione civile per far fronte alle grandi emergenze, promuove attività scientifiche e di ricerca in collaborazione con altre strutture sanitarie ed esercita ulteriori funzioni assegnate dalla Giunta regionale.

La Formazione: l’attività di formazione-addestramento rappresenta uno dei punti forza dell’Agenzia.

La Struttura Formazione di AREU identifica le strategie formative necessarie a qualificare in modo uniforme e mirato le attività di emergenza extraospedaliera, valorizzare le competenze tecniche delle singole professionalità, individuare modalità operative integrate, interdisciplinari e interprofessionali.

La Struttura garantisce la disponibilità di strumenti per la crescita professionale e per la valutazione e la valorizzazione delle competenze acquisite, sia per il personale sanitario che tecnico amministrativo e offre il supporto organizzativo e logistico per una buona riuscita dei singoli interventi formativi anche nelle realtà locali (gestite da AAT, SOREU).

L’anno 2022 ha visto l’impegno della SC Formazione nel confermare e sviluppare l’attività didattica a favore del Sistema AREU e degli Enti Privati/Pubblici interessati:

sono stati  effettuati eventi formativi a favore degli operatori dell’AREU (Direzione AREU, personale delle AAT/SOREU/NUE 112/NEA 116117) ed esterni, che hanno coinvolto 14.071 partecipanti, infermieri (51%), medici (22%), operatori tecnici e autisti (24%), personale amministrativo (3%). Sono state erogate 91.868 ore di formazione, nell’ambito di 122  diversi eventi formativi complessivi,  articolati in 465 edizioni

 

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