LA CORNEA E IL TRAPIANTO

Grazie alla ricerca scientifica, in cui il contributo italiano ricopre un ruolo di primo piano, il trapianto di cornea è un intervento che si è evoluto molto negli ultimi anni. In passato, esisteva un solo tipo di intervento, in cui si sostituiva la cornea a tutto spessore nella parte centrale. Ora, è un insieme di procedure atte a sostituire, con la minore invasività per il paziente, solo la parte di cornea danneggiata. Questo ha consentito di aumentare sensibilmente la platea di pazienti candidabili all’intervento, con risultati molto soddisfacenti.

di Saverio Vincenzo Luccarelli*

La cornea è il tessuto trasparente che costituisce la parte centrale della porzione anteriore dell’occhio. La sua funzione è di proteggere il contenuto dell’occhio lasciando passare la luce e di partecipare, insieme alla lente intra oculare chiamata cristallino, alla messa a fuoco delle immagini sulla retina. La trasparenza della cornea può diminuire a causa di traumi o di malattie, causando alterazioni delle immagini proiettate sulla retina, fino a una grave compromissione della vista.

Per fortuna, la cornea è un tessuto che può essere sostituito con quello sano di un donatore tramite il trapianto di cornea.

I casi per i quali è necessario un trapianto di cornea sono diversi: malattie congenite, traumi dovuti a incidenti, o esiti d’infezioni, che rendono la cornea opaca o deformata, e che danneggiano progressivamente la vista.

Le patologie della cornea spesso colpiscono entrambi gli occhi, riducendo la vista anche a livelli molto bassi. 

Tutte le patologie che provocano una grave alterazione della trasparenza (ad esempio lo scompenso corneale da cornea guttata) e della curvatura della cornea (come il cheratocono) conducono alla riduzione parziale o totale della vista. 

Se queste condizioni non sono in altro modo curabili, o il danno da esse prodotto è irreversibile, il trapianto di cornea rappresenta l’unica possibilità terapeutica.

Non vi sono limiti di età per il trapianto di cornea, l’intervento può essere eseguito sia in bambini, che in adulti e in anziani. Il trapianto offre a queste persone la possibilità di riacquistare la vista, tornando ad una vita normale.

Il trapianto di cornea è un intervento di micro chirurgia, eseguito in centri di Alta Specializzazione, ora diffusi in tutta Italia nei reparti di Oculistica con elevate competenze.

Il trapianto richiede una cornea sana proveniente da un donatore deceduto; chiunque è un potenziale donatore, anche persone di età avanzata. È importante ricordare che possono donare anche persone con problemi visivi, come miopia, cataratta oppure alcune di quelle già operate agli occhi.

 Dopo il prelievo – che, ricordiamo, è un intervento assolutamente non deturpante – le cornee donate vengono inviate ad una “Banca degli Occhi” e per essere trapiantate devono essere analizzate, valutando la vitalità delle loro cellule e alcuni altri parametri biologici.
Al fine di garantire la massima sicurezza per chi riceve la cornea, prima della definizione di idoneità si procede ad una accurata valutazione dello stato di salute del donatore.
Se, al termine del processo di valutazione, le cornee sono dichiarate idonee, vengono conservate in Banca e inviate ai chirurghi oftalmologi per il trapianto.

L’INTERVENTO DI TRAPIANTO

 Si tratta di un intervento di micro chirurgia, eseguito con l’ausilio di un microscopio operatorio. Il chirurgo rimuove la parte centrale della cornea malata e la sostituisce con la cornea sana di un donatore. 

Negli ultimi anni, hanno avuto diffusione le tecniche di trapianto di tipo lamellare, che consentono di sostituire solo lo strato di cornea patologica, riducendo così il grado di invasività dell’intervento, con un più rapido recupero visivo e minor rischio di rigetto e di infezioni post operatorie.

L’acquisizione delle tecniche di trapianto lamellare non è prerogativa di tutti i centri di trapianto, in quanto richiede una formazione dedicata.

I cosiddetti lembi per i trapianti lamellari sono preparati da alcune Banche degli Occhi mediante strumentazioni estremamente precise su indicazione del chirurgo. Le Banca degli Occhi lombarde mettono a disposizione il servizio di pre-taglio ai chirurghi corneali della Regione.

Durante la procedura vengono applicati dei punti di sutura con un filo più sottile di un capello. L’intervento dura da 30 minuti a due ore circa, secondo le differenti situazioni, e può essere fatto in anestesia generale o locale, in base alle esigenze del paziente e delle abitudini del chirurgo.

Generalmente il ricovero è di una notte. L’intervento può essere eseguito anche con ricovero giornaliero (day surgery), a seconda dell’organizzazione di ogni singolo reparto ospedaliero o della complessità del caso clinico.

L’intervento raramente comporta dolore. Dal giorno seguente, si può gradualmente rimanere senza benda per riabituare l’occhio a rimanere aperto alla luce. 

La terapia prescritta dall’oculista deve essere seguita con scrupolo perché ogni dimenticanza può aumentare il rischio di rigetto e di infezioni. Di solito, viene protratta per diversi mesi e ridotta gradualmente col passare del tempo. 

La sutura viene rimossa in momenti differenti del post operatorio, a seconda del caso: a un mese dall’intervento nei trapianti di lamellari di endotelio corneale oppure a 6 mesi o 1 anno nei trapianti di cornea a tutto spessore. La rimozione richiede pochi minuti. 

Una volta fatto il trapianto si possono riprendere le normali attività quotidiane.

Particolare attenzione deve essere rivolta a evitare pressioni e traumi all’occhio operato, in quanto la ferita è ancora in via di cicatrizzazione.

In linea di massima, si consigliano da uno a due mesi di convalescenza, ma molto dipende dal recupero individuale: ai controlli postoperatori il medico informa su quando poter riprendere l’attività. Per ottimizzare la visione, può essere indicato l’uso di occhiali o di lenti a contatto.

La maggior parte dei casi che richiedono il trapianto della cornea (ad esempio il cheratocono, la cheratopatia bollosa e le distrofie ereditarie) sono interventi a basso rischio di rigetto. Nel caso si manifestasse il rigetto, la terapia a base di colliri è il più delle volte efficace nel risolverlo senza danni. Il rischio di rigetto inizia dopo circa un mese e si riduce gradualmente entro il primo anno, anche se, molto raramente, si possono verificare lievi episodi di rigetto anche a distanza di molti anni dal trapianto.

Nei casi in cui il rigetto abbia comportato l’opacamento della cornea trapiantata, l’intervento può essere ripetuto.

In conclusione, grazie alla ricerca scientifica, in cui il contributo italiano ha un ruolo di primo piano, il trapianto di cornea è un intervento che si è evoluto molto negli ultimi anni. In passato, il trapianto era un solo tipo di intervento in cui si sostituiva la cornea a tutto spessore nella parte centrale. Ora, è un insieme di procedure atte a sostituire, con la minore invasività per il paziente, solo la parte di cornea danneggiata. Ciò ha permesso di rendere più rapidi i tempi dell’intervento, della degenza, del recupero nel post-operatorio e di ridurre i rischi di rigetto.

Questi vantaggi consentono attualmente di includere un numero maggiore di pazienti fra i candidati all’intervento, con risultati molto soddisfacenti.

*Responsabile  del programma di trapianto di cornea presso l’U.O. di oculistica dell’IRCCS Fondazione Policlinico di Milano.

Leggi anche LA VITA E’ NELLE TUE MANI

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *