LA DONAZIONE DELLE CORNEE

Il trapianto di cornee è il risultato di una donazione da cadavere. Come per tutta l’attività di donazione, anche nel caso delle cornee sono necessari l’accertamento della morte, il consenso o la non opposizione dei familiari aventi diritto e l’idoneità clinica.Il prelievo delle cornee può essere l’unica donazione, o in combinazione con altri tessuti (multitessuto) o ancora in associazione con il prelievo di organi, sia a cuore battente sia a cuore fermo. È compito della banca degli occhi valutare accuratamente la qualità dei tessuti prelevati, con l’eliminazione di quelli ritenuti non idonei, e poi conservare le cornee per il trapianto. Scopriamo questi e molti altri aspetti sulla donazione di cornee.

di Sergio Vesconi

Le cornee necessarie per effettuare un trapianto sono messe a disposizione dopo il prelievo da un donatore deceduto.

Come per tutta l’attività di donazione, anche nel caso delle cornee sono necessari l’accertamento della morte, solitamente con criterio cardiocircolatorio, il consenso, se espresso in vita, o la non opposizione dei familiari aventi diritto e l’idoneità clinica.

Il prelievo delle cornee può essere l’unica donazione, o in combinazione con altri tessuti (multitessuto) o ancora in associazione con il prelievo di organi, sia a cuore battente sia a cuore fermo.

L’idoneità del tessuto viene verificata prima del prelievo utilizzando un’apposita check list per identificare eventuali criteri di esclusione. I principali sono: alcune patologie infettive tra cui l’AIDS, l’epatite B e l’epatite C, la rabbia, la poliomielite e la tubercolosi in fase attiva; la malattia di Creutzfeldt-Jacob, la sclerosi multipla, la SLA, la malattia di Alzheimer e il morbo di Parkinson; solo alcuni tumori quali la leucemia, il linfoma e il mieloma; un precedente trapianto di organo e/o di tessuto; emodialisi cronica; alcune patologie oculari quali le infiammazioni e le infezioni oculari in atto, neoplasie dell’occhio e l’intervento per cataratta. L’intervento per la correzione della miopia, se noto, va segnalato.

La valutazione di idoneità si completa anche con una serie di accertamenti di laboratorio sierologici, che possono anche non essere disponibili al momento del prelievo, ma i cui risultati vengono poi comunicati alla banca prima della definitiva validazione e della distribuzione ai clinici per il trapianto.

Questo processo è reso possibile dal fatto che le cornee sono conservate presso la banca per periodi lunghi.

Per quanto riguarda i limiti di età, alcune banche prendono in considerazione le persone dai 4 ai 79 anni, per altre invece considerano utilizzabili anche tessuti da donatori più anziani. 

È compito della banca valutare accuratamente la qualità dei tessuti prelevati, con l’eliminazione di quelli ritenuti non idonei, per insufficiente numero di cellule vitali o altre alterazioni (lesioni traumatiche o da manipolazione, contaminazione).

Dopo la morte della persona, le cornee possono essere prelevate il prima possibile, e in ogni caso entro le 24 ore dal decesso.

In attesa del prelievo, le cornee devono essere protette con chiusura delle palpebre, applicazione di soluzioni protettive e freddo. 

A prelievo avvenuto, sono riposte in appositi flaconi per il trasporto verso le banche. 

Una volta arrivate in banca, la conservazione delle cornee può essere a breve termine (+ 4°C) o in coltura  (+ 31°C).

La conservazione a breve termine (+ 4°C) richiede che la cornea venga immersa in un liquido contenente sali minerali, aminoacidi, vitamine, antibiotici ed uno o più agenti osmotici. Così conservata, la cornea può durare mediamente 10 giorni. Poiché l’agente osmotico mantiene la cornea in uno stato di relativa deidratazione, lo spessore corneale rimane pressoché inalterato.

La conservazione in coltura (+ 31°C) si svolge in due fasi:

  1. la cornea viene conservata in una soluzione nutriente, che contiene anche fattori di crescita proteici. Questo periodo può raggiungere i trenta giorni;
  2. qualche giorno prima dell’intervento, la cornea viene trasferita in un liquido detto “di trasporto”, identico al primo, ma contenente un agente deturgescente (destrano ad alto peso molecolare). Lo stroma corneale perde buona parte dell’acqua accumulata e lo spessore corneale ritorna a valori vicini a quelli fisiologici.

Le cornee possono essere prelevate dopo l’accertamento della morte non solo in ospedale ma anche a domicilio, naturalmente nel rispetto delle stesse regole e procedure previste (elettrocardiotanatogramma, check list di idoneità, accertamenti di laboratorio, operatori addestrati).

In tutti i casi, il prelievo può essere eseguito da personale sanitario opportunamente addestrato.

Da sottolineare che il prelievo delle cornee non altera in alcun modo l’aspetto esteriore della salma, dopo la chiusura delle palpebre. 

Solo in casi particolari, si procede al prelievo dell’intero bulbo oculare, ma viene inserita una protesi artificiale per garantire l’integrità del profilo.

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