LE BANCHE DEGLI OCCHI, AVANGUARDIE SCIENTIFICHE E CUSTODI DI UN “BENE PUBBLICO”, DA GESTIRE CON RESPONSABILITA’

Nella rapida ascesa delle scoperte scientifiche in medicina, la trasformazione subita negli ultimi dieci anni dal trapianto di cornea merita grande attenzione. È stata una vera rivoluzione. Interventi effettuati spesso in regime di day hospital, in modalità ultra selettiva e senza nemmeno punti di sutura, non possono prescindere dal lavoro meticoloso e d’avanguardia che in questi stessi anni è stato compiuto in strutture che costituiscono ormai l’anticamera delle sale operatorie: le banche degli occhi.

di Diego Ponzin* e Maria Paola Scaramuzza

In Italia, esistono oggi almeno dodici strutture sanitarie attive nell’eyebanking, un processo che è molto più di un mero reperimento di tessuti che permette il trapianto di cornea. Le banche degli occhi oggi sono il punto d’arrivo per la donazione di tessuti oculari, gesto orientato alla cura ma anche al conforto di migliaia di famiglie nel momento della perdita di una persona cara; e sono il punto di partenza per trapianti di cornea sempre più avanzati, in cui il tessuto viene selezionato per essere il più adatto possibile all’occhio del paziente.

La cornea. La cornea rappresenta la porzione anteriore del bulbo oculare. Grazie alla sua trasparenza e curvatura essa si comporta come una potente lente, permettendo alla luce di raggiungere le strutture interne dell’occhio e stimolare la retina. Il mantenimento della trasparenza e della fisiologica curvatura della cornea, che è priva di vasi sanguigni, è essenziale per la visione.

Tutte le malattie che provocano una grave alterazione della trasparenza e della curvatura della cornea conducono alla cecità parziale o totale. Se queste malattie sono incurabili, o il danno da esse prodotto è irreversibile, il trapianto di cornea rappresenta l’unica possibilità terapeutica. 

Banche degli occhi e progresso scientifico. Le banche degli occhi sono nate perché si è scoperto che le cornee possono essere conservate, permettendo una migliore selezione e una programmazione degli interventi. Il compito di una banca degli occhi quindi è raccogliere, selezionare, conservare e distribuire cornee idonee e altri tessuti oculari, per chirurgia elettiva o interventi urgenti. Le banche degli occhi italiane raccolgono ogni anno 13.000-16.000 cornee, che vengono utilizzate per 5.000-7.000 interventi.

Il trapianto, fino ad alcuni anni fa, è sempre consistito nella sostituzione della porzione centrale della cornea del ricevente (cheratoplastica perforante, PK). L’intervento è effettuato utilizzando cornee prelevate entro 24 ore dal decesso da donatori selezionati, con rischi di rigetto contenuti. Grazie però agli sviluppi della tecnica portati avanti dai chirurghi oftalmologi e all’incisivo supporto delle banche degli occhi, l’intervento di trapianto lamellare sta rapidamente prendendo il sopravvento, grazie all’avvento della microchirurgia. Oggi distinguiamo la cheratoplastica lamellare anteriore, e quella posteriore che prevede solo la sostituzione dello strato interno, con la selezione effettuata in banca di sottili foglietti di tessuto spessi anche solo pochi millesimi di millimetro. Nell’esperienza di Fondazione Banca degli Occhi del Veneto, la prima banca degli occhi nata in Italia, la preparazione di tessuti per trapianto lamellare, sia anteriore sia posteriore, ha negli ultimi anni sorpassato l’invio di tessuti per i trapianti a tutto spessore. Un dato significativo visto che dalla struttura veneta partono circa quattromila cornee per trapianto all’anno, rispondendo a più della metà del fabbisogno nazionale.

Eye banking: implicazioni di un dono. I tessuti donati per trapianto sono quindi un bene pubblico, da gestire con responsabilità. L’esperienza condotta in numerose banche che in Italia si occupano di eye banking è ambiziosa e densa di implicazioni etiche. Deve contribuire a far sì che la donazione produca un beneficio sulla qualità della vita di un ricevente e della famiglia del donatore; diffondere consapevolezza sul tema della donazione; far sì che il prelievo sia eseguito nel rispetto della volontà dei familiari, e nel rispetto della salma del donatore; migliorare le condizioni di salute e la qualità di vita dei pazienti; soddisfare le esigenze del chirurgo oftalmologo.

Il trapianto di cornea rappresenta il più vecchio, il più comune e il più efficace trapianto di tessuto. Oggi, anche grazie alle banche degli occhi, il trapianto di cornea è una procedura sicura, e, anche nel nostro paese, le possibilità di trapianto e l’attività delle banche degli occhi sono presenti in molte regioni. La maggiore organizzazione sta annullando la pressione di medici e pazienti sulla cornea; i trapianti sono pianificati scegliendo il tempo più opportuno e i tempi di attesa sono diminuiti, anche se ci sono ancora differenze tra le diverse realtà regionali.

Le sfide che i chirurghi e le banche degli occhi sono chiamati a raccogliere dipendono dal progresso delle conoscenze, dalle nuove soluzioni terapeutiche richieste nel campo della patologia corneale e dall’evoluzione del sistema trapianto. Le nuove conoscenze hanno, in alcune situazioni cliniche, trasformato il ruolo del trapianto, passato da procedura con scarse probabilità di successo a momento finale di una serie di interventi (innesto di membrana amniotica o di cellule staminali, trattamento con fattori di crescita) che consentono di curare patologie corneali per le quali, fino a qualche anno fa, non esistevano terapie. 

* Presidente di SIBO (Società Italiana Banche degli Occhi)

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