MESSO A PUNTO UN DISPOSITIVO ELETTRONICO IN GRADO DI DIAGNOSTICARE PRECOCEMENTE IL RIGETTO

I ricercatori della Northwestern University hanno messo a punto il primo dispositivo elettronico, con tecnologia wireless, in grado di monitorare in modo continuo, e in tempo reale, la salute degli organi trapiantati, come dimostrato su un modello di ratto. La misurazione avviene tramite la rilevazione della temperatura dell’organo per individuare processi infiammatori in corso, associati al rigetto, con largo anticipo rispetto ai metodi attuali.

di Francesca Boldreghini

I ricercatori della Northwestern University hanno pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Science, i risultati di uno studio, condotto su modelli di ratto, che potrebbe rivoluzionare il contrasto al rigetto d’organo, grazie a una diagnosi precoce del suo insorgere. 

Grazie ai progressi della medicina moderna, oggi il trapianto è un intervento routinario in grado di salvare migliaia di vite ogni anno. Il trapianto di organi e di cellule staminali emopoietiche rappresenta la terapia d’elezione nelle gravi insufficienze d’organo (soprattutto cuore, fegato, rene e polmone) e in numerose malattie del sangue quali le leucemie e i linfomi.

Una delle complicazioni del trapianto, indipendentemente dalla tipologia dell’organo e del donatore, è il rigetto, che si verifica quando il sistema immunitario della persona sottoposta a un trapianto (ricevente) attacca il nuovo organo, riconoscendolo come estraneo (non proprio, non–self) e che può avvenire in momenti diversi dopo il trapianto. 

L’introduzione dei farmaci immunosoppressori ha largamente ridotto il rischio di rigetto e di insorgenza della GVHD (Graft Versus Host Disease, Malattia del Trapianto Verso l’Ospite), che tuttavia permane, rappresentando una concreta minaccia per la salute dell’organo trapiantato.

segni di rigetto devono essere colti tempestivamente per intervenire prontamente e preservare l’organo, ma gli attuali metodi di monitoraggio sono imperfetti e spesso invasivi. Le biopsie percutanee si verificano raramente e sono rischiose e la misurazione dei livelli di biomarcatori nel sangue può portare a falsi negativi e falsi positivi. 

Il sistema bioelettronico impiantabile sul rene, sviluppato dai ricercatori, è in grado di monitorare in modo non invasivo, continuo, in tempo reale e a lungo termine la salute dell’organo e di farlo con un anticipo di due/tre settimane rispetto ai metodi attuali. Il monitoraggio rileva la temperatura locale e la conduttività termica del rene per rivelare la presenza di eventuali processi infiammatori associati al rigetto del trapianto, come dimostrato nei modelli di ratto. 

Più precisamente, il sistema rileva ritmi ultradiani, interruzione del ciclo circadiano e/o aumento della temperatura renale. Questi parametri forniscono segnali di allarme del rigetto acuto del trapianto di rene, che precedono le variazioni della creatinina sierica/azoto ureico nel sangue, associati al rigetto, rispettivamente di 2 o 3 settimane. 

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