NEL 2023, I MIGLIORI RISULTATI DI SEMPRE PER LA RETE TRAPIANTOLOGICA ITALIANA

Per la prima volta, le donazioni di organi hanno superato quota duemila, attestandosi a 2.042 (+11,6%), mentre i trapianti hanno ampiamente oltrepassato il muro, finora mai valicato, dei quattromila interventi in un anno: nel 2023 sono stati realizzati 4.462 trapianti di organi, 586 in più rispetto al 2022 (+15,1%). Si tratta dei migliori risultati di sempre per la rete trapiantologica italiana, raccontati nell’ottava edizione degli Stati Generali dei Trapianti.

di Sergio Vesconi

Dal 25 al 26 gennaio si è tenuta a Roma l’ottava edizione annuale degli Stati Generali, un’occasione per tutti i professionisti della rete trapiantologica italiana per incontrarsi, discutere, approfondire le varie tematiche all’ordine del giorno, anche alla luce delle importanti novità che caratterizzano questo particolare settore della medicina.

Nei tre giorni di lavori sono stati trattati molteplici aspetti dell’attività sia sul piano clinico sia su quello dell’organizzazione e della formazione, ma anche su quello sociale ed etico.

Senza dubbio uno dei passaggi più significativi è stata la presentazione in apertura della riunione del report annuale sui  dati preliminari di attività sulle donazioni e i trapianti di organi, tessuti e cellule staminali emopoietiche. 

Le cifre e i risultati ottenuti lo scorso anno sono illustrati dal Ministro della Salute Orazio Schillaci e dal Direttore del CNT Massimo Cardillo, e commentati dal Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Rocco Bellantone, dal Direttore generale ISS Andrea Piccioli e dal Direttore generale della prevenzione del Ministero della Salute Francesco Vaia

Per meglio illustrare questo punto, riteniamo utile riportare per intero – qui di seguito – il comunicato stampa (n. 1 del 2024) che il Centro Nazionale Trapianti ha rilasciato e che presenta in modo dettagliato i vari aspetti trattati.

Per le donazioni e i trapianti di organi, tessuti e cellule il 2023 è stato senza precedenti: nell’anno da poco concluso l’attività della Rete trapiantologica italiana ha ottenuto praticamente in tutti gli indicatori i migliori risultati mai realizzati nella storia del nostro Paese. I dati sono stati presentati oggi dal Ministro della Salute Orazio Schillaci e dal direttore del Centro nazionale trapianti Massimo Cardillo in apertura degli Stati generali della Rete trapianti, che riuniscono a Roma fino a venerdì oltre 400 operatori da tutta Italia. Sono intervenuti anche il Presidente dell’Istituto superiore di sanità Rocco Bellantone, il direttore generale Iss Andrea Piccioli e il direttore generale della Prevenzione del Ministero della Salute Francesco Vaia.

Leggi anche LA RIUNIONE TECNICO-SCIENTIFICA DEL NITp 2023

DONAZIONI E TRAPIANTI DA RECORD

Per la prima volta le donazioni di organi hanno superato quota duemila, attestandosi a 2.042 (+11,6%), mentre i trapianti hanno ampiamente oltrepassato il muro, finora mai valicato, dei quattromila interventi in un anno: nel 2023 sono stati realizzati 4.462 trapianti di organi, 586 in più rispetto al 2022 (+15,1%). Si tratta, in entrambi i casi, non solo delle cifre assolute più alte di sempre, ma anche delle percentuali di crescita annuali più elevate mai ottenute.

L’aumento dei prelievi ha portato il tasso nazionale di donazione a quota 28,2 donatori per milione di persone (pmp), molto oltre il massimo storico di 24,6 registrato nel 2022. Con questo risultato l’Italia ha staccato la Francia e si colloca al secondo posto tra i maggiori paesi europei per numero di donatori, dietro la Spagna. A sostenere la performance sono soprattutto i risultati di tre regioni: l’Emilia Romagna con 51,1 donatori pmp (+4,7), il Veneto con 46,4 (+10,1) e la Toscana con 45,6 donatori pmp. Ottimi anche i tassi di Sardegna, Piemonte e Marche, mentre restano purtroppo indietro le regioni meridionali.

Per quanto riguarda i trapianti, la crescita degli interventi ha riguardato tutte le specialità: nel 2023 sono stati realizzati 2.245 trapianti di rene (+10,4%), 1.696 di fegato (+14,7%), 186 di polmone (+33,8%), 40 di pancreas (+5,3%) ma soprattutto ben 370 trapianti di cuore rispetto ai 253 dell’anno scorso (+46,2%). Inoltre, si conferma ancora il costante miglioramento degli esiti degli interventi. In termini assoluti è stata la Lombardia la regione a effettuare il maggior numero di trapianti (827) mentre in rapporto alla popolazione il primato spetta al Veneto (140,9 trapianti ogni milione di abitanti) seguito da Piemonte ed Emilia Romagna. Al sud è significativa la crescita registrata dalla Puglia, passata in un anno da 29,7 a 46,9 trapianti per milione di abitanti.

LE CAUSE: PIÙ SEGNALAZIONI IN RIANIMAZIONE E DONAZIONI A CUORE FERMO

Un risultato così eclatante è stato di fatto possibile grazie a due fattori di crescita fortemente coltivati in questi ultimi anni dal CNT. Il primo è il consistente aumento delle segnalazioni di potenziali donatori nelle terapie intensive delle oltre 200 sedi di prelievo attive sul territorio nazionale. Nel 2023 i donatori segnalati sono stati 3.082, il 15,8% in più rispetto ai 2.661 dell’anno precedente. La crescita delle segnalazioni è stata stimolata da un maggiore impegno delle regioni nell’applicazione delle misure contenute nel Piano Nazionale delle Donazioni, promosso negli ultimi cinque anni dal CNT con l’obiettivo di un sistema donativo più organizzato ed efficiente, in grado di alimentare l’attività di trapianto e rispondere alle necessità di una lista d’attesa che, pur riducendosi, include ancora circa 8mila pazienti. Naturalmente alla base di questo successo c’è soprattutto l’impegno eccezionale degli operatori delle terapie intensive e dei coordinamenti della donazione, e quello delle equipe chirurgiche dei circa 100 programmi di trapianto presenti in tutta Italia. Questo lavoro è stato sostenuto anche da un significativo aumento dell’attività nazionale di formazione dei professionisti della Rete: tra i corsi in presenza (quasi raddoppiati) e la formazione a distanza, nel 2023 sono stati coinvolti circa 14mila operatori.

Il secondo fattore di crescita dei volumi di attività va cercato nel forte investimento del CNT sul programma di donazione dopo accertamento di morte con criteri cardiaci, la cosiddetta “donazione a cuore fermo” (donation after cardiac death, DCD). I trapianti derivati da questo tipo di donatori sono aumentati esponenzialmente: siamo passati dai 100 del 2018 ai 221 del 2022 per arrivare nel 2023 a ben 438 trapianti grazie agli organi prelevati da DCD. A partire dal maggio scorso è partito il programma di prelievo DCD anche del cuore, un’attività finora presente solo in Gran Bretagna e Spagna dove però (come nel resto del mondo) il tempo di arresto cardiaco necessario per constatare il decesso è di 5 minuti contro i 20 previsti dalla legge italiana. Ben 6 centri a livello nazionale (a partire da Padova, il primo) hanno realizzato finora 13 prelievi e trapianti di cuore DCD. L’utilizzo con successo di organi cardiaci che complessivamente affrontano anche oltre 40 minuti di “ischemia calda” è al momento un primato di livello mondiale. Un risultato così significativo è dovuto alle aumentate capacità dei professionisti nell’utilizzo delltecnologie di perfusione degli organi (un settore che sta vivendo un importante sviluppo) e al lavoro di formazione e organizzazione portato avanti sul territorio per strutturare equipe sanitarie in grado di gestire efficientemente questo tipo di prelievi ad elevata complessità.

(argomenti trattati nelle newsletter del maggio 2023, dnr)

IL NODO DELLE OPPOSIZIONI

Gli unici indicatori rimasti sostanzialmente invariati sono quelli relativi ai tassi di opposizione al prelievo. Nelle rianimazioni la percentuale di chi rifiuta la donazione è leggermente salita (30,5%, +0,7%) soprattutto per la sempre maggiore incidenza di chi ha già registrato il proprio no in vita: nel 2023, in occasione dei rinnovi delle carte d’identità elettroniche (CIE), sono stati raccolti 2,4 milioni di consensi (68,5%) ma anche ben 1,1 milioni di rifiuti (31,5%). Considerando l’attuale presenza nel Sistema informativo trapianti di oltre 18 milioni di dichiarazioni registrate, è prevedibile che a breve la maggior parte delle donazioni segnalate nelle rianimazioni avranno alle spalle un consenso e un’opposizione già raccolti e quindi non più ottenibili dai sanitari. Nel 2024 è attesa un’importante novità, quella dell’attivazione del portale digitale della CIE che permetterà ai cittadini di registrare la propria dichiarazione direttamente da casa e non solo negli uffici anagrafe: un’occasione irrinunciabile per rafforzare il messaggio in favore della donazione a tutti i cittadini italiani.

(trattato nel numero di agosto 2023, ndr)

TESSUTI E MIDOLLO, ANCHE QUI MIGLIOR RISULTATO DI SEMPRE

L’aumento record delle donazioni ha avuto un impatto enorme anche sull’attività dei tessuti: abbiamo avuto 14.912 prelievi (+21%) e 24.949 trapianti (+16,7%), con forti aumenti sia sulle cornee che sul tessuto muscolo-scheletrico. Anno da primato anche per le cellule staminali emopoietiche: nel 2023 in Italia di sono state 399 donazioni di midollo osseo (+21,3%) e ben 1.023 trapianti (+6,5%). Continua a consolidarsi anche la tendenza a preferire il prelievo delle cellule da sangue periferico, una modalità pochissimo invasiva (molto simile a una donazione di sangue) che ormai riguarda oltre il 90% delle donazioni. Molto bene anche le iscrizioni al registro donatori IBMDR: sono stati 29.396 i 18-25enni nuovi reclutati, che hanno portato l’elenco dei possibili donatori attivi quasi a quota mezzo milione (496.754).

 

Gli argomenti affrontati sono stati assai numerosi e diversi, e in questa sede ci limitiamo a descrivere i principali filoni. 

  • il problema della disomogeneità nell’attività di procurement nelle diverse aree del paese e la necessità di garantire un adeguato accesso al trapianto a tutti i cittadini 
  • le novità cliniche nel trapianto delle cellule staminali ematopoietiche e nell’utilizzo delle Car-T nella terapia antirigetto e nella tolleranza
  • la sicurezza del trapianto, con gli aggiornamenti delle Linee guida, la gestione dell’infezione della donazione soggetti HCV+, la valutazione di idoneità per la donazione dei tessuti
  • la miglior gestione della comunicazione, con le iniziative rivolte agli operatori sanitari e al mondo dell’informazione e della stampa e con una particolare attenzione alla realtà delle diverse culture presenti sul nostro territorio
  • il percorso di formazione operativo specifico per il tema “donazione e trapianto” per chirurghi, intensivisti, infermieri, con particolare riferimento alle attività curriculari nei programmi di studio universitari e di specializzazione
  • le nuove prospettive sulla struttura organizzative dei coordinamenti a livello centrale e periferico, regionale e ospedaliero, anche alla luce del prossimo aggiornamento del Piano Nazionale delle Donazioni
  • gli aspetti critici legati al corretto uso dei dati clinici a scopo di ricerca, nella tutela della riservatezza da un lato e delle necessità, dall’altro, di sviluppare le conoscenze a favore dei pazienti 

 

Su alcuni di questi argomenti, ci riproponiamo di intervenire con i necessari approfondimenti nei prossimi numeri.

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