COMUNICARE A CHI COMUNICA: IL PROGETTO DEL CNT “TRAPIANTI: COSTRUIRE LA CULTURA DEL DONO”

L’ufficio comunicazione del Cnt ha prodotto, per la prima volta dalla sua istituzione, le linee guida dal titolo “Costruire la cultura del dono. Raccomandazioni in tema di comunicazione sul trapianto di organi, tessuti e cellule”, cui si aggiungono, per tutto il 2024, due corsi Fad. Il progetto, che promuove un’informazione corretta ed autorevole in materia di donazione e trapianti, è destinato ai comunicatori pubblici di tutte le Istituzioni che, a vario titolo, sono coinvolte nella diffusione della cultura del dono biologico o nella presa in carico dei pazienti e delle loro famiglie, e ai giornalisti che, stabilmente o occasionalmente, raccontano sulle loro testate il mondo della donazione e del trapianto di organi, tessuti e cellule, con tutte le sue implicazioni scientifiche e sociali.

di Emanuela Grasso * , Manuela Trerotola * , Massimo Cardillo **

“Trapianti: Costruire la cultura del dono” è il tema dei corsi di formazione a distanza dedicati ai professionisti della comunicazione e dell’informazione che, a vario titolo, si occupano della donazione biologica e del trapianto di organi, tessuti e cellule. Presentato in occasione degli Stati Generali della Rete trapiantologica tenutisi a Roma lo scorso 23-25 gennaio, il corso è il risultato ultimo di un progetto che ha visto impegnato, negli ultimi tre anni, l’Ufficio Comunicazione del Centro nazionale trapianti (Cnt) e che ha avuto come primo passaggio la produzione delle linee guida “Costruire la cultura del dono: Raccomandazioni in tema di comunicazione sul trapianto di organi, tessuti e cellule”.

Il progetto 

La cura del rapporto con i professionisti della comunicazione è da sempre al centro delle attività del Centro nazionale trapianti che, sin dalla sua istituzione, ha avuto una spiccata vocazione alla comunicazione con i media. 

Negli ultimi dieci anni, l’ufficio comunicazione del Cnt ha più volte dedicato degli spazi specifici ai professionisti della comunicazione organizzando degli Open day di approfondimento su temi inerenti la donazione e il trapianto di organi, tessuti e cellule. L’ufficio comunicazione, inoltre, ha ulteriormente potenziato la propria attività di ufficio stampa, è sbarcato su tutti i social con i propri i canali istituzionali, ha sviluppato progetti di divulgazione, rivolti soprattutto ai più giovani, messi a disposizione sulle più innovative piattaforme on line e che sono stati oggetto di analisi da parte della comunità degli addetti ai lavori. E ancora l’ufficio comunicazione continua a collaborare attivamente con il Ministero della Salute sulle campagne nazionali su donazione e trapianto di organi, tessuti e cellule, oltre a immaginare azioni specifiche di comunicazione rivolte a potenziare le dichiarazioni positive dei cittadini e delle cittadine al momento del rilascio o rinnovo della carta di identità.

Nonostante questi sforzi, l’esperienza quotidiana dimostra come sia necessario fare, proprio tra gli operatori della comunicazione, un lavoro più ampio e capillare di informazione su svariati temi: il processo di donazione e trapianto di organi tessuti e cellule, gli attori coinvolti, le normative e le modalità di espressione della volontà di diventare donatori, il linguaggio corretto da utilizzare, gli avanzamenti delle tecniche e delle prassi della trapiantologia, la qualità e gratuità di questo servizio assistenziale del Sistema Sanitario Nazionale.

Le ragioni di tale sforzo, rivolto in particolare agli operatori della comunicazione, sono chiare: negli ultimi 20 anni, il panorama dei media è stato profondamente ridefinito dalla rapida evoluzione tecnologica e dall’emergere di nuove piattaforme e canali di comunicazione.

La digitalizzazione dei contenuti, il progressivo cambiamento dei media tradizionali verso forme di fruizione on-demand, l’interazione e l’aumentata partecipazione da parte del pubblico, hanno cambiato il modo di comunicare ed anche ridefinito i professionisti della comunicazione.

L’avvento del web e dei social network ha rivoluzionato il lavoro dei professionisti della comunicazione, portando cambiamenti significativi nel modo in cui le notizie vengono raccolte, prodotte, distribuite e consumate. L’accesso immediato al web mette a disposizione una quantità illimitata di fonti che, tuttavia, non hanno tutte la medesima autorevolezza o affidabilità o, banalmente, non sono la fonte primaria da cui reperire l’informazione. Spesso oggi gli operatori della comunicazione, non solo di quella digitale, aggregano informazioni e usano materiali multimediali disponibili in rete. Inoltre, e non meno importante, i tempi sia di produzione che di fruizione di informazioni e contenuti sono estremamente più ridotti di quelli pre-rivoluzione digitale. 

Per questo, diventa fondamentale per le Istituzioni pubbliche presidiare tutti i possibili canali di comunicazione e, soprattutto, farsi parte attiva nella produzione di contenuti che possano essere utilizzati dai giornalisti o dai professionisti della comunicazione.

Chi sono i professionisti della comunicazione oggi e quali sono i loro bisogni

Ma chi sono oggi i nostri interlocutori? Sono i giornalisti degli Uffici stampa di istituzioni simili o di Aziende ospedaliere, i giornalisti di testate nazionali e locali (stampa tradizionale e web, radio e tv) i content provider per i social media, gli influencer, i comunicatori scientifici. Oggi, i giornalisti, soprattutto se generalisti, o i content provider sono nella maggior parte dei casi soggetti che lavorano per testate locali, non conoscono la struttura della rete, ignorano le fonti primarie (Cnt, Crt) a cui rivolgersi, non hanno interlocutori sul territorio, se non fonti informali all’interno degli ospedali e/o dei territori in cui operano. Al contrario, i giornalisti o i comunicatori pubblici che lavorano in altre istituzioni o in Aziende ospedaliere sono molto preparati sul tema perché ogni centro ospedaliero è potenzialmente un polo donativo, a maggior ragione se l’ospedale è sede di un centro trapianti. Inoltre, hanno ben chiara la struttura della rete e a chi rivolgersi.

Risposte diverse per esigenze differenti: linee guida e corsi Fad

Per poter rispondere alle esigenze dei propri interlocutori, l’ufficio comunicazione del Cnt ha prodotto, per la prima volta dalla sua istituzione, le linee guida dal titolo “Costruire la cultura del dono. Raccomandazioni in tema di comunicazione sul trapianto di organi, tessuti e cellule”, che sono disponibili sul sito www.trapianti.salute.gov.it. Le Raccomandazioni constano di una parte generale nella quale si illustra il Cnt, la rete nazionale di organi, tessuti e cellule, un vero e proprio glossario per una terminologia di base e definizioni condivise. Vi sono poi due sezioni delle linee guida, una dedicata in maniera specifica ai comunicatori pubblici di tutte le Istituzioni che, a vario titolo, sono coinvolte nella diffusione della cultura del dono biologico o nella presa in carico dei pazienti e delle loro famiglie, e l’altra destinata ad essere un valido supporto per i giornalisti che, stabilmente o occasionalmente, raccontano sulle loro testate il mondo della donazione e del trapianto di organi, tessuti e cellule, con tutte le sue implicazioni scientifiche e sociali.

Alla Raccomandazioni si aggiungono, per tutto il 2024, due corsi Fad, uno per i giornalisti professionisti – accreditato dall’ordine di riferimento con 5 crediti e disponibile sul sito dell’ordine nella sezione dedicata alla formazione – e uno per i comunicatori pubblici-accreditato con 3 crediti dall’associazione Italiana della comunicazione pubblica e istituzionale- disponibile sulla piattaforma www.saepe.it.

Il corso può essere svolto in diverse sedute, collegandosi in tempi diversi, e può essere svolto anche offline con la app dedicata.

Le attività formative prevedono un’introduzione che include le “Raccomandazioni in tema di comunicazione sul trapianto di organi, tessuti e cellule” e due moduli, ciascuno dei quali composto da videolezioni, tenute da giornalisti, comunicatori pubblici e da esperti del Cnt (scientifici e di comunicazione), videoclip, casi di pratica e un questionario di valutazione. Tutti i materiali sono a disposizione dei discenti, in particolare le videoclip animate che sono riepilogative dei temi che più frequentemente vengono affrontati quando si parla di donazione e trapianto di organi, tessuti e cellule. 

L’invito dell’Ufficio comunicazione del Cnt alla Rete nazionale trapianti è quello di promuovere, ciascuno nelle proprie strutture, i corsi di formazione per i professionisti della comunicazione. Nei casi in cui non si abbia a disposizione un ufficio stampa interno o un ufficio comunicazione, si può sempre fare riferimento alle “Raccomandazioni in tema di comunicazione sul trapianto di organi, tessuti e cellule”, un documento utile anche ai non addetti ai lavori per avere una finestra su alcuni strumenti di base per una comunicazione efficace.

Emanuela Grasso* e Manuela Trerotola*
*Ufficio Comunicazione Cnt
** già Direttore Generale Cnt

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