GIUSEPPE FELTRIN NUOVO DIRETTORE DEL CENTRO NAZIONALE TRAPIANTI

Giuseppe Feltrin è il nuovo Direttore Generale del Centro Nazionale Trapianti, che succede a Massimo Cardillo. Fondazione Trapianti Onlus rivolge il più sentito ringraziamento al Direttore uscente per l’eccezionale impegno profuso negli anni del suo mandato quinquennale e augura buon lavoro alla nuova guida del CNT.

di Sergio Vesconi

Cambio al vertice del Centro Nazionale Trapianti. Il Ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha nominato nei giorni scorsi il dottor Giuseppe Feltrin nuovo Direttore Generale del Centro Nazionale Trapianti (CNT). Feltrin subentra al dottor Massimo Cardillo, giunto al termine del suo mandato quinquennale.

Giuseppe Feltrin è un cardiochirurgo, in servizio presso l’Azienda Ospedaliera-Universitaria di Padova e da alcuni anni riveste il ruolo di Coordinatore Trapianti per la Regione del Veneto. 

Come ha dichiarato il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, Giuseppe Feltrin ha dato tanto al trapiantismo veneto, grazie al suo grande lavoro e ai risultati record raggiunti nella sua veste di coordinatore del Centro Regionale Trapianti.La sua nomina alla Guida del Centro Nazionale riempie d’orgoglio l’intera sanità veneta. Essere al comando della più grande rete salvavita d’Italia è un incarico che Feltrin ha ampiamente meritato e che certamente saprà svolgere con la stessa efficienza, con l’equilibrio e con la capacità gestionale dimostrati in questi anni in Veneto”.

Nel 2023, il Veneto ha raggiunto il suo record di sempre con 960 trapianti eseguiti, sia da donatore vivente che da cadavere. L’attività totale è aumentata del 24,5% rispetto al 2022, i trapianti da donatore deceduto sono aumentati del 30,3%, i donatori effettivi sono saliti del 27,7%, le opposizioni alla donazione sono scese al 19% contro il 31,5% nazionale. 

Si tratta senza dubbio di risultati lusinghieri, frutto delle grandi capacità e delle competenze cliniche e organizzative messe in campo dai professionisti della rete trapiantologica regionale, all’interno del complesso sistema trapiantologico italiano.

Giova ricordare infatti che, anche a livello nazionale, il 2023 è stato un anno caratterizzato da numeri record, sia per le donazioni sia per i trapianti, come risulta dal report annuale elaborato dal CNT e presentato dal dottor Cardillo all’inaugurazione degli Stati Generali della rete trapiantologica, lo scorso 25 gennaio, alla presenza del Ministro Orazio Schillaci.

Giunto al termine del suo mandato, il dottor Cardillo, ematologo, rientra presso l’U.O. Coordinamento Trapianti della Fondazione IRCCS Cà Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano, dove ha prestato servizio come direttore fino al 2019, al momento della nomina al CNT, e da dove continuerà a garantire il più grande contributo di competenza e di professionalità alla rete trapiantologica.

A nome di tutta la Fondazione Trapianti Onlus desideriamo esprimere a Massimo Cardillo il nostro più sentito ringraziamento non solo per tutta l’attività svolta ma anche, e soprattutto, per le qualità umane e relazionali che hanno caratterizzato la sua dirigenza e che hanno contribuito in larga misura al raggiungimento dei risultati ottenuti.

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All’atto del suo insediamento, il dottor Cardillo subentrava al “mitico” dottor Alessandro Nanni Costa, al vertice del CNT fin dalla sua istituzione, raccogliendo in eredità una rete forte ma ancora in via di consolidamento, con significative disomogeneità nelle diverse realtà regionali e destinata a confrontarsi con le sempre nuove sfide dettate dallo sviluppo scientifico e tecnologico.

Lo scoppio della pandemia, a meno di un anno dal nuovo incarico, ha segnato in maniera drammatica l’esordio della sua gestione: ricordiamo il dilemma tra il dover garantire, da un lato, le cure adeguate ai pazienti Covid negli ospedali oramai al collasso e, dall’altro, l’opportunità del trapianto  salvavita ai pazienti in lista d’attesa. 

La professionalità e l’impegno dei sanitari della rete, sotto la solida e attenta guida della direzione del CNT, hanno permesso di limitare le conseguenze negative della pandemia sull’attività trapiantologica, che in Italia ha visto una riduzione molto meno significativa rispetto a tutti gli altri Paesi. L’aver fatto comprendere che “la donazione multiorgano da cadavere è un’emergenza, non programmabile né procrastinabile, e che come tale deve essere gestita, se si vogliono salvare vite” è stato, in quei giorni, un passaggio di fondamentale importanza.

Tra le molte iniziative che hanno caratterizzato il periodo appena trascorso, sul piano clinico ci preme ricordare il significativo sviluppo che ha avuto la donazione a cuore fermo, cioè dopo l’accertamento della morte del potenziale donatore con criterio circolatorio. Questa modalità contribuisce ormai anche in Italia in maniera importante all’attività donativa, per il 20% circa del totale, è presente in buona parte delle regioni e ha consentito, recentemente, anche il prelievo e il successivo trapianto del cuore, grazie alla competenza dei clinici e al governo degli aspetti organizzativi, particolarmente complessi.

Molti di quanti gravitano attorno alla Fondazione Trapianti, legati a Massimo Cardillo da una lunga consuetudine professionale e personale, hanno avuto modo di apprezzarne le qualità e sono rimasti sconcertati dal mancato rinnovo dell’incarico, dopo un solo mandato e nonostante gli ottimi risultati, anche per la mancanza di chiare motivazioni per questa scelta.

Adesso si apre una nuova fase: sappiamo che Giuseppe Feltrin ha le conoscenze, le competenze e l’esperienza necessarie per consentirgli di assolvere al meglio il compito di guidare la rete trapiantologica nel solco di coloro che lo hanno preceduto e secondo la sua propria visione.

La Fondazione Trapianti Onlus in questi anni ha collaborato strettamente con il CNT su alcuni progetti, prevalentemente legati alla formazione e allo sviluppo della cultura della donazione (tra i più recenti, le proposte di revisione della 91/’99, l’accordo con Italian Resuscitation Council, il documento di indirizzo sulla donazione a cuore fermo controllata, la Guida alla rete, la FAD Train To Action, l’aggiornamento sull’accertamento di morte con criterio circolatorio, le procedure per la donazione di cuore a cuore fermo), oltre che a supporto  del CRT lombardo.

Ci auguriamo che questa proficua collaborazione possa proseguire nel futuro e confermiamo la nostra piena disponibilità per tutte le iniziative nelle quali il CNT vorrà coinvolgere la Fondazione.

 

A Giuseppe Feltrin e a Massimo Cardillo i più sinceri auguri per i loro futuri impegni. 

*Nella foto, Giuseppe Feltrin, nuovo Direttore Nazionale del CNT

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