LA SCELTA DI ESSERE DONATORE DI ORGANI

Il 2023 registra un aumento dell’1,2% delle opposizioni. E così, se la Rete Nazionale Trapianti può vantare i migliori risultati in assoluto dell’ultimo decennio nei numeri delle donazioni e dei trapianti, l’elemento negativo rappresentato dall’aumento delle opposizioni non può e non deve essere sottovalutato. Occorre lavorare su una corretta comunicazione con i cittadini e potenziare le campagne di informazione.

di Mariangelo Cossolini

Dai dati nazionali 2023 su donazione e trapianto pubblicati dal CNT (Centro Nazionale Trapianti) si evince che il 2023 ha fatto registrare i migliori risultati in assoluto e il maggiore incremento dell’ultimo decennio.

Nel 2023, in Italia, sono stati eseguiti 4.462 trapianti, il 15% in più rispetto al 2022 (3.876 trapianti). In aumento anche la donazione (14.912, + 21%) e il trapianto (24.949, +16,7%) di tessuti.

Apparentemente potremmo essere molto soddisfatti per questi dati positivi, ma in realtà dobbiamo riscontrare un elemento negativo rappresentato dall’aumento delle opposizioni che ci dà atto di un’informazione per i cittadini ancora inadeguata. 

Infatti, se ci chiediamo quali sono stati i fattori più importanti che hanno contribuito a questo incremento dei trapianti vediamo che non sono dovuti ad una maggiore disponibilità dei cittadini alla donazione, ma ad altri motivi, squisitamente organizzativi, merito del personale ospedaliero.

Nessuna variazione positiva invece si è manifestata sul fronte dell’informazione e della comunicazione generale per i cittadini, un fronte che incassa, invece, un aumento del 1,2% delle opposizioni alla donazione al momento del decesso, ma anche nel momento della dichiarazione di volontà da parte dei cittadini al rinnovo della Carta di identità.

Inoltre, il sistema donazione-trapianto continua a crescere ma non in modo uniforme perché permane ancora disomogeneità tra le regioni italiane. 

Quindi, mentre l’aspetto organizzativo si prende il merito dell’incremento dei trapianti 2023, la comunicazione con i cittadini deve essere necessariamente rivista e implementata. 

La diffidenza verso il sistema sanitario nel suo complesso, la paura che gli organi possano essere prelevati quando una persona non è ancora deceduta, il timore che i medici non curino in modo appropriato e adeguato una persona se questa ha dichiarato il suo consenso alla donazione sono le principali ragioni delle opposizioni.

In realtà questi dubbi rappresentano dei falsi miti, spesso alimentati da informazioni inappropriate derivate da fonti inaffidabili, perché gestite da persone incompetenti in materia.

In ogni caso, dopo aver ottenuto delle informazioni corrette da parte di persone competenti sull’argomento, è molto importante che ognuno manifesti la propria volontà di essere o meno un donatore, compiendo una scelta personale e consapevole.

La donazione degli organi è un atto gratuito e anonimo che permette di salvare pazienti affetti da serie patologie e pertanto in attesa di un trapianto d’organo.

Il prelievo degli organi per la donazione, tranne nel caso di dono tra viventi, avviene solo in condizioni di decesso. Considerando l’impossibilità di chiedere il consenso del donatore nel momento in cui si rende possibile il prelievo, la legge Italiana (N. 91/99) consente ai cittadini maggiorenni di rendere esplicita questa scelta in vita, oppure di dichiarare il proprio dissenso. In ogni caso, è possibile decidere di modificare questa scelta in ogni momento, anche più volte.

Solo in mancanza di questa esplicita manifestazione di volontà da parte del defunto, la legge prevede, citandoli espressamente, che gli aventi diritto (coniuge, convivente more-uxorio, oppure, in mancanza, i figli maggiorenni, oppure i genitori) debbano interpretare la volontà del defunto entro la fine dell’accertamento e della certificazione di morte riguardo alla possibilità o meno di donazione degli organi del loro caro.

Come si esprime al raggiungimento della maggiore età il consenso o il dissenso alla donazione dei tuoi organi e tessuti? Iscrivendosi ad AIDO, esprimendo la scelta al momento del rilascio o rinnovo della carta d’identità presso l’ufficio anagrafe del proprio Comune e firmando il modulo intestato al Ministero della Sanità presso la propria ASL di riferimento. Altre due modalità, non registrate nel SIT, e pertanto sconsigliate, sono la compilazione del tesserino blu del Ministero della Salute e l’atto olografo: in questi due casi occorre conservare la dichiarazione tra i propri documenti personali. 

La donazione degli organi è una scelta personale che costituisce un atto di grande generosità che non deve essere lasciata ad altre persone anche se parenti. L’interpretazione della volontà o meno di donazione fatta dagli aventi diritto al momento della morte di un caro è difficilissima in un frangente nel quale si pensa alla perdita della persona cara e non si è nelle condizioni psicologiche adatte per comprendere la scelta del proprio caro anche se supportati dal personale ospedaliero. Che cosa avviene quindi in caso di morte di una persona rispetto ad una eventuale donazione di organi e tessuti?

Si possono verificare tre situazioni: se il cittadino ha espresso in vita la volontà di donare gli organi, gli aventi diritto non possono opporsi; se il cittadino ha espresso volontà negativa alla donazione, essa è da escludersi; infine, se il cittadino non si è espresso, l’interpretazione di una volontà positiva o negativa alla donazione è il difficile compito degli aventi diritto, che devono capire cosa avrebbe voluto fare il loro caro.

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