NEGLI USA, PRIMO TRAPIANTO DI RENE DI MAIALE GENETICAMENTE MODIFICATO IN UN RICEVENTE VIVENTE

Eseguito presso il Massachusetts General Hospital di Boston un trapianto di rene di un maiale geneticamente modificato in un uomo di 62 anni, affetto da una malattia renale terminale: si tratta del primo xenotrapianto al mondo eseguito con successo su un ricevente vivente. La notizia rappresenta una cauta speranza futura per i pazienti in lista d’attesa: nel presente, è bene sottolineare l’importanza di esprimere il proprio consenso alla donazione di organi, tessuti e cellule.

di Francesca Boldreghini

Il 21 marzo scorso, il Massachusetts General Hospital (MGH) di Boston, membro fondatore del Mass General Brigham health care system, ha annunciato il primo trapianto di rene di maiale geneticamente modificato, con 69 modifiche genomiche, eseguito con successo in un uomo di 62 anni affetto da malattia renale terminale. 

L’intervento chirurgico, della durata di quattro ore, è stato eseguito sabato 16 marzo, sotto la guida di Leonardo V. Riella, MD, PhD, Medical Director for Kidney Transplantation, con i chirurghi Tatsuo Kawai, MD, PhD, Director of the Legorreta Center for Clinical Transplant Tolerance, e Nahel Elias, MD, Interim Chief of Transplant Surgery and Surgical Director for Kidney Transplantation.

Non è la prima volta che si esegue una procedura di questo genere: i precedenti tentativi avevano però interessato soggetti in morte cerebrale.
Dall’ospedale riferiscono che il paziente, il signor ‘Rick’, sta recuperando bene e si prevede che sarà dimesso presto.

Il rene di maiale è stato fornito da eGenesis di Cambridge, Mass., da un donatore- maiale che è stato geneticamente modificato utilizzando la tecnologia CRISPR-Cas9 per rimuovere geni di maiale dannosi e aggiungere alcuni geni umani per migliorare la sua compatibilità con gli esseri umani. Inoltre, gli scienziati hanno inattivato i retrovirus endogeni nel maiale per eliminare qualsiasi rischio di infezione negli esseri umani. 

Mass General Brigham ha una ricca storia di innovazione nel trapianto di organi, incluso il primo trapianto di organo umano al mondo (rene), eseguito con successo nel 1954.

“I ricercatori e i clinici di Mass General Brigham stanno costantemente spingendo i confini della scienza per trasformare la medicina e risolvere importanti problemi di salute che i nostri pazienti affrontano nella loro vita quotidiana” – ha affermato Anne Klibanski, MD, Presidente e CEO di Mass General Brigham – “Quasi sette decenni dopo il primo trapianto di rene eseguito con successo nell’uomo, i nostri clinici hanno dimostrato ancora una volta il loro impegno a fornire trattamenti innovativi e ad aiutare a alleviare il peso della malattia per i nostri pazienti e altri in tutto il mondo.”

“Siamo grati per il coraggioso contributo del paziente e per l’avanzamento della scienza del trapianto. Ci congratuliamo con i nostri collaboratori di MGH per questo storico traguardo. Riconosciamo anche il lavoro e la dedizione del team di eGenesis che ha reso possibile questo risultato. Questo rappresenta una nuova frontiera nella medicina e dimostra il potenziale dell’ingegneria genomica per cambiare la vita di milioni di pazienti in tutto il mondo che soffrono di insufficienza renale”, così Mike Curtis, CEO di eGenesis.

Questa procedura di successo in un ricevente vivente è una pietra miliare nel campo emergente della xenotrapiantologia – il trapianto di organi o tessuti da una specie all’altra – come potenziale soluzione alla carenza mondiale di organi. Secondo lo United Network for Organ Sharing (UNOS), più di 100.000 persone negli Stati Uniti attendono un organo per il trapianto e 17 persone muoiono ogni giorno in attesa di un organo. Un rene è l’organo più comune necessario per il trapianto, e si stima che i tassi di insufficienza renale terminale aumenteranno del 29-68 percento negli Stati Uniti entro il 2030, secondo la letteratura pubblicata sul Journal of the American Society of Nephrology.

“Si tratta di una possibile rivoluzione scientifica in un settore, come quello dei trapianti, che si contraddistingue per una naturale vocazione all’innovazione e che sta facendo passi da gigante nella ricerca. In Italia, sono più di 6.000 i pazienti in attesa di un trapianto di rene: questa notizia rappresenta indubbiamente un’importante speranza per il futuro, ma è bene ricordare che oggi abbiamo ancora bisogno di dire sì alla donazione degli organi”: così ha commentato lo xenotrapianto, dalla pagina LinkedIn del Centro Nazionale Trapianti, Giuseppe Feltrin, neo direttore del CNT.

Leggi anche: Messo a punto un dispositivo elettronico in grado di diagnosticare precocemente il rigetto

*In foto, il Massachusetts General Hospital (MGH) di Boston

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *