INDICE DEL DONO 2024: P.A. TRENTO IN TESTA, SEGUITA DA VALLE D’AOSTA E SARDEGNA

Anche quest’anno per dare adeguato risalto all’impegno delle amministrazioni comunali e degli ufficiali dell’anagrafe, il CNT ha pubblicato i risultati del progetto “Indice del dono” relativi al 2023, un report nato allo scopo di dare “la fotografia dell’impegno profuso dai Comuni italiani nella gestione complessiva del servizio di registrazione della volontà sulla donazione di organi e tessuti in occasione del rilascio della carta d’identità” . Riassumiamo brevemente i punti principali.

di Sergio Vesconi

a possibilità di depositare la propria volontà rispetto alla donazione di organi e tessuti al  rilascio della CIE continua a dimostrarsi di essere uno strumento molto efficace.

Come risulta dal monitoraggio del SIT, al 15 aprile 2024, degli oltre 19 milioni di volontà registrate, ben 17.343.000 (corrispondenti a circa un terzo della popolazione maggiorenne) sono collegate alla CIE;  nel corso del 2023 le volontà registrate sono state oltre 3 milioni.

Il tasso di astensione sfiora  il 42%, con punte vicine al 50%  in alcune aree. Quello dell’opposizione è pari al 31,7%, sempre leggermente superiore a quello che effettivamente si registra in ospedale, in circostanze reali, quando viene fatta la proposta di donazione, che è pari al 30,5%.

Questo fenomeno, presente su tutto il territorio nazionale, conferma il dato dell’insufficiente livello di informazione fornito ai cittadini, che spesso si presentano allo sportello del tutto ignari di questa possibilità e quindi impreparati ad affrontare questo argomento con decisioni da prendere “su due piedi”. In queste condizioni, un NO può sembrare la via d’uscita più semplice. Se la persona non ha maturato una propria scelta consapevole, è del tutto preferibile l’opzione “non mi esprimo”, con la riserva di approfondire l’argomento con la necessaria tranquillità.

Questo dato richiama la responsabilità delle istituzioni sanitarie (le Regioni in primo luogo e a cascata gli enti territoriali, ATS e ASST, senza dimenticare i medici di medicina generale) verso una maggiore attenzione a questo tema, attraverso ripetute campagne informative e di sensibilizzazione verso la popolazione.

E’ auspicabile che i Comuni possano trattare questo punto con un adeguato rilievo sui loro siti istituzionali e sulle pagine dedicate alla CIE. Ci sono a questo riguardo esempi molto ben fatti, ma nella maggior parte dei casi questa informazione è assente o di difficile individuazione.

Ancora i Comuni potrebbero potenziare la disponibilità di materiale informativo e di opuscoli per il pubblico nei loro uffici, un’istanza più volte sollecitata dagli addetti agli sportelli dell’anagrafe, verso i quali devono essere rivolte specifiche iniziative di formazione. 

E’ del tutto evidente che questi operatori sono chiamati a svolgere un ruolo particolarmente delicato in questa partita, in considerazione del loro contatto diretto con i cittadini.

Tocca infatti a loro ricordare a quanti si accingono a richiedere la CIE che in quella occasione è offerta la possibilità di registrare la propria volontà, in alcuni casi, dare risposta ad alcuni quesiti posti dagli utenti e, talora, gestire situazioni difficili.

In questo senso, il CNT ha organizzato in collaborazione con ANUSCA, l’Associazione degli Ufficiali di Anagrafe, numerosi momenti di formazione e aggiornamento sul tema specifico.

Analoghe iniziative sono state messe in atto a livello locale dai CRT e dai coordinamenti ospedalieri, per dare informazioni sul contesto sanitario nel quale si svolge l’attività di trapianto, rispondendo anche alle domande più delicate, e proporre agli operatori adeguati strumenti per lo svolgimento di questa specifica funzione.

Il progetto CNT “Indice del dono”

Anche quest’anno per dare adeguato risalto a questo argomento e il dovuto riconoscimento all’impegno delle amministrazioni comunali e degli ufficiali dell’anagrafe, il CNT ha pubblicato i risultati del progetto “Indice del dono” relativi al 2023, un report nato allo scopo di dare “la fotografia dell’impegno profuso dai Comuni italiani nella gestione complessiva del servizio di registrazione della volontà sulla donazione di organi e tessuti in occasione del rilascio della carta d’identità” .

Riassumiamo brevemente i punti principali.

A partire dai dati che provengono dal Sistema Carta di Identità Elettronica (CIE) e registrati nel Sistema Informativo trapianti (SIT) tra il 1 gennaio e il 31 dicembre 2023, è stato elaborato un punteggio, espresso in centesimi, per costruire una sorta di graduatoria di merito dei singoli Comuni, sulla base di tre parametri, a ciascuno dei quali è stato applicato un peso specifico.

I parametri seguiti sono stati:

la percentuale di dichiarazioni sul totale delle CIE emesse (per maggiorenni) nel periodo in esame;

la percentuale di consensi sulle CIE emesse per maggiorenni;

la percentuale di consensi sul totale delle dichiarazioni.

I Comuni sono stati quindi ricompresi in categorie in base alla popolazione e sono state stilate le classifiche per ogni gruppo.

Grandi città (>100.000 abitanti)

Medio grandi (>30.000<100.000)

Medio piccole (>5.000<30.000)

Piccole (<5.000).

E’ stata inoltre stilata una classifica tra le Regioni nel loro complesso e per ciascuna sono stati indicati i Comuni più virtuosi.

Infine sono riportati i dati analitici per le diverse fasce di età.

Le prime 10 grandi città (>100.000 ab.)

Le prime 10 città medio grandi (>30.000<100.000)

Le prime 10 città medio-piccole (>5.000<30.000)

Le prime 10 città piccole (<5.000)

 

I comuni più virtuosi per Regione

 

La graduatoria delle Regioni è guidata dalla P.A. di Trento, seguita da Valle d’Aosta e Sardegna. Il dato medio dell’indice del dono è pari a 60, 69 (estremi: TN 70, 85-Calabria 52,55)

A livello nazionale, il tasso di astensione è del 41,8  (con estremi tra 36,1 della PA di Trento e il 49,2% osservato in Calabria);

Tra i rispondenti, le dichiarazioni favorevoli sono  pari al 68,5 %.

Si conferma anche in questa occasione il fatto che nella popolazione più anziana il numero delle opposizioni cresce in maniera molto significativa, il che suggerisce la necessità di interventi informativi specificamente indirizzati a queste categorie di cittadini.

Grazie all’impegno delle Amministrazioni comunali e degli ufficiali dell’anagrafe la “Scelta in Comune”, con la possibilità di registrare in vita la propria volontà sulla donazione di organi e tessuti con la CIE, ha assunto uno straordinario rilievo, rappresentando la modalità di gran lunga più utilizzata dai cittadini.

Nell’arco di pochi anni si è decuplicato il numero di quanti hanno usufruito di questa opportunità e in questo momento il Servizio Sanitario Nazionale deve assumere la piena consapevolezza che 

quasi un terzo dei maggiorenni ha espresso la propria volontà, con l’impegno a rispettarla in ogni occasione.

La scelta consapevole e informata compiuta in vita è un passo molto importante per limitare il fenomeno dell’opposizione alla donazione, un elemento che blocca il percorso della donazione e impedisce a molti pazienti con patologie terminali e in lista d’attesa di poter arrivare al trapianto in tempo utile.

In questo contesto è evidente la necessità di attivare adeguate iniziative di informazione verso la popolazione, perché possa avere piena consapevolezza al momento della scelta, e di aggiornamento verso il personale degli uffici di anagrafe, il cui ruolo svolto assume una particolare importanza nella complessa catena che rende possibile questo trattamento salvavita.

Il progetto “indice del dono” rappresenta una valida opportunità per portare l’attenzione dei mass media, sempre sensibili per l’aspetto competitivo”, su questo argomento, e al tempo stesso far sì che il confronto stimoli le singole amministrazioni a ulteriori miglioramenti.

Per sottolineare la particolare importanza dell’argomento, riportiamo le dichiarazioni che il Ministro della salute Schillaci e il direttore del CNT Feltrin  hanno rilasciato in occasione della Giornata nazionale della donazione.

“Il nostro sistema trapianti è all’avanguardia per la qualità delle prestazioni erogate e per la capacità di cura e assistenza, ed è già proiettato verso le principali sfide tecnologiche e organizzative che stanno ridisegnando i sistemi sanitari di tutto il mondo. Nostro compito è accompagnare l’introduzione di queste innovazioni sempre a beneficio dei pazienti”, ha affermato il Ministro della Salute Orazio Schillaci. “Eppure senza il Sì alla donazione, anche il sistema più avanzato dal punto di vista tecnologico non potrebbe procedere al trapianto. E ancora: senza quel Sì, gli sforzi dei nostri medici, infermieri e operatori sanitari (a cui rinnovo il mio ringraziamento) sarebbero vani. Donare è una scelta naturale, un gesto che può fare la differenza per chi oggi aspetta un trapianto. Quando rinnoviamo la carta d’identità, facciamo una scelta di vita e diciamo Sì alla donazione”. 

Secondo il direttore del Centro nazionale trapianti Giuseppe Feltrin, “la ricerca scientifica nel campo dei trapianti sta andando velocissima, lo abbiamo dimostrato anche in Italia con il grande sviluppo della donazione a cuore fermo, ma l’innovazione non basta. La speranza di chi aspetta un organo resta legata alla scelta della donazione, eppure ancora oggi circa un terzo dei cittadini che registrano la loro volontà sceglie di negare il consenso al prelievo. Dietro queste remore, comprensibili, a volte però c’è poca conoscenza del tema. Per questo è importante informarsi per prendere una decisione consapevole: donare gli organi è una scelta sicura, che non costa nulla a chi la compie ma che salva la vita di chi ne beneficia”. 

Anche per questo il Ministero della Salute e il Centro nazionale trapianti hanno lanciato in questi giorni un’importante iniziativa: entro aprile verranno inviati a circa 900 uffici anagrafe dei 500 comuni più popolosi d’Italia dei nuovi allestimenti informativi (roll-up, manifesti e locandine) grazie ai quali i cittadini in attesa di rinnovare il documento d’identità potranno ricevere informazioni verificate e corrette sulla donazione, in modo da compiere una scelta consapevole quando arriva il proprio turno allo sportello. L’iniziativa proseguirà anche nei mesi seguenti ed entro la fine dell’anno saranno 1.500 le sedi anagrafiche e oltre 1.100 i comuni raggiunti, con una copertura territoriale di quasi 40 milioni di cittadini residenti.

Leggi anche LA SCELTA DI ESSERE DONATORI DI ORGANI

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