UNA TASK FORCE ITINERANTE PER RIDURRE LE DIFFERENZE TRA NORD E SUD: LE DICHIARAZIONI DI GIUSEPPE FELTRIN IN OCCASIONE DELLA GIORNATA NAZIONALE DELLA DONAZIONE DI ORGANI

Incrementare le attività di donazioni e trapianto riducendo anche le grandi differenze regionali, grazie anche all’ausilio di una task-force itinerante, rafforzare la comunicazione per ridurre il numero di indecisi sul fronte delle dichiarazioni di volontà alla donazione, potenziare le attività di ricerca per far crescere l’autorevolezza, a livello scientifico, del nostro paese nello scenario internazionale e rafforzare l’interazione con le società scientifiche e con le associazioni di volontariato: ecco gli obiettivi che il neo-eletto direttore del CNT Giuseppe Feltrin ha dichiarato, in occasione della Giornata Ministeriale del 14 aprile, guardando al futuro della donazione e dei trapianti.

di Sergio Vesconi

  1. Lo scorso 14 aprile è stata, per l’Italia, la Giornata nazionale della Donazione di organi e tessuti a scopo di trapianto, un appuntamento annuale voluto dal Ministero della Salute per sottolineare l’importanza di questa scelta di grande generosità e solidarietà sociale, che rende possibile l’effettuazione di migliaia di interventi, spesso salvavita, a favore dei pazienti in lista d’attesa per questa cura.Nell’occasione, il tema è stato illustrato da messaggi messi in onda sulle reti televisivi mentre, grazie anche alla collaborazione dei coordinamenti ospedalieri e delle associazioni di volontariato si sono svolte numerose manifestazioni locali per sostenere lo sviluppo della cultura della donazione nella popolazione, soprattutto quella giovanile, con l’obiettivo primario di limitare il fenomeno dell’opposizione al prelievo, che rappresenta un forte limite alla crescita dell’attività trapiantologica. In occasione della Giornata nazionale, il dottor Giuseppe Feltrin, di recente nominato nuovo direttore del CNT, ha rilasciato un’intervista a QS, nella quale anticipa le principali iniziative pensate per rafforzare ulteriormente le già eccellenti performance del sistema di donazioni e trapianti italiano, forte anche della sua esperienza di cardiochirurgo e di coordinatore del Centro Regionale Trapianti del Veneto.Leggi anche GIUSEPPE FELTRIN, NUOVO DIRETTORE DEL CENTRO NAZIONALE TRAPIANTIIl programma prevede di incrementare le attività di donazioni e trapianto riducendo anche le grandi  differenze regionali grazie anche all’ausilio di una task-force itinerante, di rafforzare la comunicazione per ridurre il numero di indecisi sul fronte delle dichiarazioni di volontà alla donazione, di potenziare le attività di ricerca per far crescere l’autorevolezza, a livello scientifico, del nostro paese nello scenario internazionale e, infine, di rafforzare l’interazione con le società scientifiche e con le associazioni di volontariato. 

    Secondo Feltrin, per continuare a crescere sul fronte delle donazioni e delle attività di trapianto occorre potenziare ulteriormente le performance di chi va già bene, perché si può sempre fare meglio, ma soprattutto significa coinvolgere maggiormente quelle realtà dove ci sono ancora ampi margini di miglioramento. Per esempio, sarebbe utile poter trasferire le best practices nelle Regioni che ne hanno bisogno, con interventi mirati sulle specifiche realtà: di qui la proposta di una task-force itinerante che vada nelle singole Regioni per suggerire, sulla scorta della propria esperienza i possibili correttivi, partendo dalle problematiche locali. Con il pieno coinvolgimento di tutti gli attori, quindi Regioni, Aziende e ovviamente i professionisti, che molto spesso hanno solo bisogno di essere messi nelle condizioni di poter lavorare meglio, è possibile raggiungere grandi risultati e rendere più omogenea l’attività sul territorio nazionale. La motivazione del professionista è uno stimolo fondamentale e le Regioni dove le attività trapiantologiche stanno crescendo, trascinano con sé anche le donazioni. L’ intenzione è di andare a conoscere le realtà aziendali e confrontarsi con i professionisti e con le istituzioni regionali. C’è sicuramente un gap regionale con cui fare i conti, i divari tra Nord e Sud purtroppo, numeri alla mano, ancora ci sono, ma dobbiamo anche notare che le regioni del Sud sono cresciute molto in questo ultimi anni e questo è sicuramente il punto di partenza per rinforzare le reti locali. 

    Un altro punto riguarda la comunicazione: è evidente che il consenso alla donazione è strettamente proporzionale alla qualità dell’informazione. Ad oggi, sono state raccolte circa 19 milioni di dichiarazioni di volontà alla donazione. C’è un 30% di opposizioni e soprattutto c’è quasi un 40% di persone che non si esprime. E’ importante cercare di capire i motivi di questa indecisione, legati probabilmente a un’insufficiente comunicazione e a carenza di informazioni. Di qui la necessità di lavorare, anche in collaborazione con ANCI, per raggiungere il più capillarmente possibile quanti non hanno deciso per fornire gli strumenti necessari per avere un’idea chiara da cui possa derivare una scelta consapevole. 

    Sul piano del trapianto, un punto essenziale è il potenziamento dell’attività di donazione a cuore fermo. Lo scorso anno ha contato per circa il 9-10% di tutta l’attività di donazione realizzata. I dati internazionali indicano che si potrebbe arrivare fino al 20-25%. C’è quindi una grande opportunità di sviluppo che deriva, da un lato, dall’incrementare l’attività già in essere e dall’altro dal cercare di aprire nuovi Centri di donazione che lavorino sulla donazione a cuore fermo. 

    Per quanto riguarda la ricerca, occorre ricordare che il CNT collabora con l’ISS, la cui mission è la ricerca, che si intende promuovere e sostenere attraverso una serie di progetti nazionali e internazionali. L’Italia ha già una grande visibilità a livello internazionale, ma sono necessari ulteriori sforzi per raggiungere una posizione di leadership anche per quanto riguarda l’area scientifica. 

    Occorre, infine rafforzare, l’interazione con le associazioni di volontariato che sostengono la donazione di organi, cellule e tessuti e con i diversi stakeholder del processo per sfruttare sempre di più  le possibili sinergie. II Cnt ha inoltre in animo di accrescere la collaborazione con le grandi società scientifiche dei trapianti, per sfruttare al meglio le potenzialità che le nuove tecnologie, come l’Intelligenza Artificiale, possono garantire.

    Per esempio, è attivo un progetto nazionale che prevede l’utilizzo dell’intelligenza artificiale specificamente applicata per  individuare i predittori di esito del trapianto, a partire dalla grandissima disponibilità di dati clinici fin qui raccolti, che ci consentono di essere particolarmente competitivi anche in questo settore.

    Il dottor Feltrin tocca punti di grande importanza, in particolare, la necessità di far crescere l’attività di procurement in alcune regioni italiane, anche molto popolose, che, come risulta dal report 2024 pubblicato dal CNT, hanno risultati largamente inferiori alla media nazionale. E’ evidente che si tratta di un obiettivo fondamentale, se si vuole sviluppare ulteriormente l’attività di trapianto ed è quindi molto interessante l’idea di concentrare l’attenzione della rete su questo aspetto. La presenza di una task force può essere molto utile per la condivisione delle buone pratiche, ma soprattutto per portare l’attenzione degli organismi regionali su questo tema di salute pubblica, che non sempre riceve la dovuta attenzione.

    Altrettanto importante è, secondo noi, il punto relativo al progetto “Scelta in Comune”: l’informazione sulla possibilità di registrare la propria volontà con il  rilascio della Carta d’Identità elettronica è ancora troppo carente e quindi responsabile non solo dell’alto tasso di astensionismo, ma anche del numero di opposizioni che si osservano. E’ abbastanza paradossale che il tasso di opposizione che si registra con la CIE sia superiore a quello che si osserva nella realtà dei fatti, quando in ospedale viene fatta la proposta di donazione ai familiari.

    Sono dunque benvenuti gli interventi informativi previsti per far crescere nella popolazione la piena consapevolezza al momento della loro scelta.